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TVTrascrizione
00:00Oggi è una data di partenza, è una grande festa, è un grande viaggio, è un viaggio
00:20controcorrente rispetto a ciò che dicono le classi dirigenti della politica e invece
00:28come molti di voi, tutti coloro che hanno raccolto le firme sanno, è un viaggio che
00:34invece è nella corrente, nel sentimento di questo Paese, i tanti lavoratori di ogni idea,
00:39di ogni partito, di ogni simbolo, tantissimi, che si riconoscono in questa battaglia, allora
00:45inizio da Michele Bulgarelli della Camera del lavoro metropolitana di Bologna, il primo
00:50saluto è il suo.
00:51Benvenute e benvenuti a Bologna compagni e compagni, siamo orgogliosi che in questa
00:59città e in questo luogo si apra la campagna per il referendum, per i diritti e le libertà
01:04sul lavoro, prima di tutto libertà a non essere licenziati ingiustamente, qui siamo
01:10a Bologna, la città dove si svolse il 17 aprile 1955 l'assise in difesa delle libertà
01:19democratiche fu una grande assemblea di delegate e delegati, lavoratrici e lavoratori, convocata
01:25dalle commissioni interne della Ducati contro la repressione e i licenziamenti per appresaglia
01:31politica e sindacale, ci sono voluti il 68 studentesco e quell'operaio per arrivare
01:37allo statuto e solo con lo statuto la Costituzione è finalmente entrata nelle fabbriche, le
01:43vertenze sindacali affrontavano allora il carovita, il bisogno di trasporti pubblici,
01:48di asili che non fossero solo aziendali, il diritto alla casa, sono le emergenze del
01:53nostro tempo, il diritto all'abitare, ad un giusto salario, il diritto a curarsi, ad
01:59avere servizi pubblici di qualità, dagli asili ai trasporti, all'assistenza agli anziani,
02:04così come l'1% sociale portò la contrattazione fuori dai cancelli della fabbrica, così come
02:09dovremo fare nella nostra campagna referendaria che inizia ora, è un'occasione straordinaria,
02:15l'occasione per far tornare il lavoro al centro del discorso pubblico, è un'occasione
02:20straordinaria per costruire alleanze, a partire da tutti e tutti coloro che sono impegnati
02:25nel referendum per la cittadinanza.
02:26La prima tappa di una grande battaglia, di una grande rincorsa per un risultato democratico,
02:35il referendum non si rivolge e non viene promosso da una parte politica o da un partito necessariamente,
02:43il referendum viene proposto da cittadini che firmano la forza imponente e potente della
02:50democrazia diretta e è stato molto bello vedere il professor Barbero che si preparava
02:55con l'umiltà proprio laboriosa di chi rivede parola per parola quello che dirà, farà
03:01un viaggio nella storia dei diritti e nella storia delle grandi conquiste italiane e io
03:06lo invito subito sul pacco, facciamoli un grande applauso.
03:11Di quei fili conduttori della storia degli ultimi duecento anni è quello che adesso
03:16in questo momento ci ha portati qui, cioè le lotte per il lavoro e ovviamente c'è
03:24anche la storia molto più recente delle lotte per la cittadinanza, per l'eguaglianza di
03:29chiunque, da chiunque parte venga, dal punto di vista dello storico è una storia che è
03:34appena cominciata in questo Paese, la storia di quelle lotte, mentre la storia delle lotte
03:40per il lavoro, per la dignità del lavoro è una storia che è lunga. Mentre sentivo
03:45prima i primissimi interventi mi sono detto certo noi oggi qui parliamo e da tanto tempo
03:50parliamo sempre di lotte per difendere dei diritti. Quando uno va a vedere la storia
03:57delle lotte dei lavoratori per molto tempo, viva Dio, sono state lotte per conquistare
04:03dei diritti. Certo se oggi si tratta di difenderli è perché sono stati conquistati, è chiaro,
04:17però è una buona notizia fino a un certo punto che oggi ci sono da difendere perché
04:21le conquiste sono state fatte. Io trovo che è importante comunque ricordarsi di cosa
04:26hanno voluto dire le lotte quando i propri obiettivi erano conquiste di diritti e davanti
04:33avevi la cavalleria schierata pronta a caricare o la fanteria schierata pronta a sparare perché
04:40così sono cominciate le lotte dei lavoratori in questo Paese. Allora naturalmente voi capite
04:46oggi non si lotta più per il diritto di associazione, ci mancherebbe per le otto ore,
04:51nemmeno per il pane figuriamoci, però in realtà voi lo vedete che queste lotte sono sempre le
04:57stesse in modi diversi e in forme diverse. Il diritto di associazione oggi chi lo metterebbe
05:04mai in discussione? Però col lavoro precario la gente sempre più spesso si sente isolata e quel
05:10diritto che pur c'è... le otto ore sono state conquistate cent'anni fa e più ma col lavoro
05:23precario e frammentato quanti lavorano davvero solo otto ore? E il diritto di sciopero c'è certo
05:32figuriamoci però gli scioperi non hanno più lo stesso impatto ovviamente, ma è inutile che lo
05:36venga a raccontare io a voi scusatemi mi sento ridicolo in questo momento, vi sto dicendo cosa
05:40che sapete benissimo, ma è per dire che appunto tutte quelle lotte vittoriose hanno prodotto una
05:45situazione in cui però da un certo punto di vista siamo quasi da capo e quindi insomma la partita
05:53che si gioca oggi è anche perché non siano vanificate conquiste per cui hanno lottato
05:59generazioni in questo paese. E poi chiudo c'è anche un'altra partita e sta nelle modalità
06:05che voi avete scelto per questa specifica lotta e che passano per il diritto di voto,
06:11perché fra tanti diritti che in teoria sono stati conquistati da tanto tempo e che nessuno rimette
06:17in discussione ma che in realtà non se la passano tanto bene c'è anche quello evidentemente sappiamo
06:23quanto sia diffusa la sensazione che votare serva a poco e del resto altrimenti non avreste scelto
06:29questo slogan, ecco il voto è la nostra rivolta se non fosse così e allora io credo che uno slogan
06:39come questo ci debba far ragionare anche su che cos'è esattamente la democrazia in questo senso
06:46che la democrazia non serve per garantirsi che il paese sia governato bene, magari bastasse
06:53quello, la democrazia non serve per garantirsi che vanno al poteri migliori o che prendono le
06:59decisioni migliori, non è quello, a me sembra che la democrazia serva perché è migliore una
07:07società in cui tutti hanno il senso di far parte e di essere ascoltati e di contare qualcosa,
07:13è per quello che la democrazia è superiore agli altri tipi di regime e quindi è per questo che
07:23so che al centro della vostra discussione di oggi e di domani ci sarà appunto l'importanza
07:29del voto, dopodiché quell'importanza chiaramente appunto dipenderà da come
07:36andrà a finire, quindi vinceteli, vinciamoli questi referendum.
07:41Siamo sul palco gli ospiti di questo talk Basma, Alba, Sonni, Dipika, Simo Hamed e insieme ci
07:58racconteranno perché è così importante il referendum sulla cittadinanza. Alba tu racconta,
08:06fra quelli che sono seduti sei con lei che non riesce ancora a diventare italiana,
08:12racconta la tua storia e perché ancora non ce l'hai fatta. Quando in ospedale mi dicono wow,
08:19lo sai bene l'albanese, dove l'hai imparato? Sì sono albanese, vorrei essere anche italiana,
08:26mi sento italiana perché alla fine sono venuta in Italia quando avevo tre anni, ne ho quasi 28 e
08:34per la legge non sono ancora considerata italiana, nonostante io mi senta fortemente italiana,
08:40nonostante quando penso penso italiano, quando mangio ormai mangiamo solo italiano,
08:46qualsiasi cosa è italiano. Questa è una condizione che vivono tantissimi ragazzi,
08:56tantissimi ragazzi nelle scuole, nei luoghi di lavoro, ragazzi che nascono, crescono in
09:02questi paesi e ancora non sono riconosciuti per quello che realmente sono. Io stessa ho dovuto
09:07poi ridefinire negli anni il mio sogno perché a un certo punto sono arrivata all'età in cui non
09:13potevo più entrare nelle forze dell'ordine, non avevo ancora la cittadinanza, ho detto ok bene
09:21dobbiamo ridefinire il futuro, devo ridefinire il mio futuro, devo ridefinire i miei sogni,
09:28questa è una cosa bruttissima, avere un sogno non poterlo realizzare perché tu non hai la
09:34cittadinanza. Io lavoro da quando ho 16 anni, io pago le tasse, io sto studiando, sono una
09:44studentessa dell'Università di Genova, faccio tutte le cose uguali ai miei compagni di classe
09:49ma poi mi viene negato banalmente il diritto di poter, perché poi alla fine qual è il diritto
09:58che noi stiamo cercando? Cosa cambia avere la cittadinanza? Per me cambia,
10:04sono cresciuta in questo paese, mi sento l'Italia mia, è l'unica casa che io ho alla fine. Non è
10:14una questione di sentirsi o essere italiani, siamo tutti italiani, è una questione di combattere
10:19tutte e tutti insieme per non lasciare che prima si parlava di diritti acquisiti e diritti da
10:25difendere, noi ancora non l'abbiamo acquisito, noi ancora non facciamo parte del suffragio
10:31universale, non facciamo in modo che la parte grigia della storia trasformi questo paese in un
10:39posto in cui ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Siamo tutte e tutti i giorni
10:44invisibilizzati in quanto sulla carta identità non abbiamo scritto la famosa parola italiano
10:50italiana e di questo si tratta, l'invisibilizzazione costruita ad hoc dal sistema è un qualcosa che
11:00attualmente sta rovinando la vita delle persone, è un'invisibilizzazione, il nascondere sotto al
11:07tappetto che esistono oltre appunto due milioni di persone che se questo referendum passa e di
11:13conseguenza si diminuiscono gli anni di richiesta ed è solo questa la postilla che cambia di questa
11:20legge, tutta la concessione del come definiamo l'Italia, come la costruiamo, chi sono gli italiani
11:27e qual è la concezione di italianità, quella non si sta mettendo in discussione, non è scontata che
11:33noi siamo su questo palco, che stiamo prendendo il nostro personale, il nostro dolore, i nostri
11:40sacrifici, le nostre emozioni, come ci siamo sentiti trattati, tutto il razzismo che abbiamo
11:46vissuto, tutte le situazioni che abbiamo vissuto ed essere qui a parlarne, richiede un coraggio e
11:52dall'altra parte richiede un coraggio anche da parte vostra, anche da parte di ciascuno e
11:57ciascuno di voi, per mettere l'Italia dalla parte giusta della storia, di fare questo cambiamento.
12:07È una situazione reale quindi accaduta in una scuola di Genova, dopo un mese che lavoravo lì,
12:14sono stato chiamato dalla segreteria per essere buttato fuori dalla scuola perché non avevo la
12:24cittadinanza. Devo rivelare una cosa, sono nato altrove, sono cresciuto in questo paese arrivando
12:33da bambino, ho ottenuto la licenza elementare, la licenza media, il diploma di maturità, la laurea
12:41breve, la laurea magistrale e quindi pensavo che come tutti i miei compagni, le mie compagne, avrei
12:49avuto le stesse possibilità di fare quello che avrei voluto fare. Quindi quel giorno scopro che in
12:56realtà io avevo qualcosa in meno rispetto a tutti gli altri ragazzi e ragazzi con cui io ho studiato
13:02e con cui ho condiviso una prospettiva. Le nostre lotte sono oggi inghiottite da un mercato che le
13:07brandizza e quindi le depotenzializza, le depoliticizza e quindi a un certo punto si diventa difficile
13:14capire ma perché devo andare a votare? Uno dei motivi per cui noi dobbiamo, come dire, lavorare,
13:20convincere le persone che il voto, come scritto qua sopra, è segno ed è strumento di rivolta e
13:28rivoluzione direi per cambiare le cose. Abbiamo bisogno di mettere in sinergia la nostra volontà
13:38di confermare a noi stessi e a questo paese che vogliamo un sì per un'Italia plurale, un sì per
13:46un'Italia dignitosa, un sì per un'Italia che tuteli le persone. Avere la cittadinanza italiana
13:51sicuramente non è soltanto poter farsi il viaggetto, mi ha permesso di fare tanto, mi ha permesso di
14:00potermi candidare come consigliera comunale, mi ha permesso di poter partecipare a un concorso
14:07pubblico e via dicendo. Non avere la cittadinanza italiana, diciamo, che amplifica le disuguaglianze
14:17sociali, quello di cui parlavamo prima. Non avere la cittadinanza italiana amplifica la segregazione
14:23sia formativa che lavorativa ed influisce in modo assolutamente negativo sulle cosiddette
14:30traiettorie di mobilità sociale ed è questo il punto. Quindi voglio essere la voce di chi non ha la voce.
14:40E adesso siamo arrivati al momento in cui sale su questo palco un ragazzo del 1984 che un giorno era
14:55da poco aveva conquistato un ufficio e arrivarono quelli del consiglio di fabbrica. Gli dissero
15:02Landini prendiamo noi la tua stanza, dobbiamo organizzare un comitato per un referendum. Quel
15:08referendum era un referendum sulla scala mobile ed è stata l'ultima battaglia di Enrico Berlinguerre.
15:16Forse è il caso di dire che se quel referendum fosse stato guidato da Enrico Berlinguerre nella
15:24sua battaglia finale e se fosse stato vinto non saremmo il paese in cui i salari sono cresciuti
15:31meno che in tutta Europa. Chiamo sul palco il ragazzo dell'84, il leader del 2025, Maurizio Landini.
15:47Abbiamo scelto, come avete visto, il voto e la nostra rivolta. Il voto va ribadito e va ricostruito,
15:59è un diritto individuale fondamentale che è stato conquistato, che non c'era. Quando io voto
16:06per la politica il mio è un voto che delega qualcuno a rappresentarmi. Il referendum da
16:13questo punto di vista ha un'altra caratteristica, perché ha la caratteristica che sei tu persona
16:21che andando a votare immediatamente sei tu che decidi. Non devi delegare nessuno a rappresentarti
16:28sperando che facciano bene quello che fanno, ma attraverso il tuo voto direttamente quel giorno
16:35andando nell'urna tu decidi con il tuo sì o con il tuo no se vuoi cambiare o non vuoi
16:42cambiare quella condizione. Abbiamo bisogno non semplicemente di convincere ma di avere
16:49anche l'umiltà di parlare, di ascoltare e di parlare con tutti e con tutte. Se noi raggiungiamo
16:57il cuoro e vinciamo, a partire dal referendum sulla cittadinanza, tu avrai immediatamente che
17:07il giorno dopo quel tuo voto ha determinato che hai due milioni e mezzo di persone che avranno
17:13il diritto alla cittadinanza che altrimenti non avrebbero avuto. Ma sarebbe sufficiente che se
17:18ogni iscritto, cioè se ognuno di noi convince cinque non iscritti, perché convincere gli iscritti è
17:24troppo facile, io ho fatto solo fino alla terza media, ma 5 per 5 fa 25 o no? Ecco, può apparire
17:34una banalità questa cosa, ma invece io penso che questo sia un elemento di fondo che determina la
17:42possibilità di produrre un cambiamento e io credo che mai come adesso siamo di fronte ad un passaggio
17:48fondamentale. La democrazia la si difende praticandola. Siamo in un contesto internazionale
18:00non solo in cui la guerra purtroppo ad oggi è tornata ad essere lo strumento normale di
18:08regolazione dei rapporti tra gli Stati e le Nazioni e nel mondo siamo in presenza di un
18:14aumento delle spese sulle armi che non ha precedenti. C'è una caratteristica che mi ha
18:19colpito, che gli uomini più ricchi del mondo oggi sono quelli che hanno accompagnato la vittoria di
18:31Trump e c'è un elemento di novità dal mio punto di vista che è un cambiamento anche per la storia
18:37degli Stati Uniti. A me sembra che ci sia un passaggio e il passaggio è che plasticamente
18:46noi siamo di fronte al fatto che il mercato ed il profitto si sono fatti stato e stanno rischiando
18:55di sostituire la politica e i governi. Il rischio molto concreto è che l'Italia e l'Europa dentro
19:05a questa discussione che oggi è aperta tra gli Stati Uniti, tra la Cina, tra i nuovi equilibri
19:12che si stanno determinando diventino semplicemente, in particolare l'Italia, delle province dell'Impero
19:18e dall'altra parte è evidente il tentativo di far saltare la costruzione di un'Europa sociale come
19:28entità che possa svolgere un proprio ruolo in autonomia. Io credo che qui ci sia un punto di
19:35fondo da cui noi partiamo e quando abbiamo scelto tutti assieme che dovevamo mettere in campo,
19:44proprio per la storia del nostro sindacato, per quello che è sempre stata la CGL nella storia
19:50anche di questo Paese, che di fronte a un rischio di questa natura noi dovevamo mettere in campo
19:56tutti gli strumenti democratici che avevamo a disposizione, compreso anche il ricorso ai
20:01referendum e proprio perché stiamo affrontando una situazione, consentitemi questo termine,
20:07siamo ad un passaggio d'epoca. Non siamo di fronte ad una cosa normale che abbiamo già
20:14vissuto o già visto. Siamo di fronte ad un passaggio d'epoca e l'idea di utilizzare lo
20:22schema Il voto è la nostra rivolta è proprio perché noi abbiamo bisogno oggi di rilanciare
20:29con forza nel Paese una battaglia per un nuovo modello sociale e un nuovo modello sociale e un
20:37nuovo fondato sulla giustizia sociale ha queste caratteristiche. Lo diceva Pertini, la libertà
20:44senza giustizia sociale è solo la libertà di morire di fame. Noi saremo sempre un sindacato
20:54che vuole rappresentare le lavoratrici e i lavoratori non solo nel luogo di lavoro ma
21:02anche nella società perché noi questa società valorda che sfrutta le persone la vogliamo
21:08cambiare e credo che tutti assieme ce la possiamo fare al voto e alla lotta.