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Trascrizione
00:00Emili Clenzi è qui con un bellissimo conflitto di interessi perché rappresenta questa città
00:20ma rappresenta anche il popolo che è stato ai banchetti, ha partecipato, ha firmato,
00:26ha sostenuto questa battaglia, quindi il conflitto interessi e ci piace è quello di chi combatte
00:32per le idee, non quello di chi nasconde gli affari, i doppi fondi e gli interessi particolari.
00:39Emili Clenzi, a te la parola.
00:40Penso che siamo qua innanzitutto, dobbiamo dircelo, dopo le piazze dei mesi scorsi, dopo
00:50i banchetti che avete tenuto giorno dopo giorno per raccogliere le firme, per difendere
00:57diritti, per affermare davvero i principi che sono alla base della Costituzione e della
01:02nostra comunità, sono l'ordine sociale che ci tiene assieme, sono principi di giustizia,
01:08principi di uguaglianza, per ribadire che la democrazia per noi non si esaurisce nel
01:13voto elettorale, che comunque vogliamo che aumenti e sappiamo quanto sia importante
01:19tornare a usare il voto come strumento di democrazia, di accrescimento, come strumento
01:26per davvero cercare di cambiare lo stato delle cose presenti in meglio, ma non ci basta la
01:31delega, la democrazia si nutre di partecipazione attiva di tutte e tutti e non devo ricordarlo
01:38certo a un'assemblea di delegati sindacali che sono ancora oggi un corpo intermedio così
01:44fondamentale nella nostra società, in una società in cui invece ci vorrebbero sempre
01:49di più sole atomizzate e che cerchiamo di guardare a come arrivare alla fine del mese
01:55con fatica, senza pensare invece che la nostra fatica è comune ai nostri compagni e alle
02:01nostre compagnie con cui dobbiamo tessere una lotta comune per andare a battagliare
02:07contro l'1%, noi siamo il famoso 99%, questo referendum è una sfida, è una sfida politica
02:15ed è una sfida culturale, da Bologna grazie anche alla CGL oggi lanciamo un messaggio
02:21molto chiaro, noi ci siamo e ci saremo in ogni piazza, in ogni quartiere, in ogni luogo
02:27di lavoro, parleremo con le persone, spiegheremo, le coinvolgeremo.
02:32Questa battaglia si vince se si ribalta il modo in cui viene comunicato il racconto e
02:44quindi Daniele non può che raccontarci come e in che modo la CGL sta cercando di farlo.
02:50L'obiettivo che ci poniamo è il raggiungimento del quorum e la vittoria dei sì, qual è
02:58il più forte e democratico strumento di libertà per farsi ascoltare? Il voto, a maggior ragione
03:07il voto referendario perché la scelta è personale, è individuale e può determinare
03:12il futuro di tutti. Tornare a votare è la vera rivolta. La CGL ha sempre lottato per
03:20la democrazia e dunque il voto libero è l'unico modo affinché le persone, affinché il popolo
03:26possano esprimere il loro potere. La nostra organizzazione per la sua storia, per la sua
03:32missione ha nel proprio DNA il dovere di ricordare a tutti l'importanza del voto e di far sì
03:40che i referendum raggiungano la maggiore affluenza possibile. Il nostro messaggio
03:48l'abbiamo visto qual è, il voto è la nostra rivolta e a questo messaggio si unisce un
03:55filo rosso. Tutti noi abbiamo un braccialetto con i fili rossi, che sono i fili rossi della
04:03sicurezza, della dignità, della cittadinanza, della democrazia e questo filo rosso unirà
04:10le azioni che mettiamo in campo e che metteremo in campo nelle prossime settimane.
04:14Vi chiedo un momento di silenzio e un grande applauso perché quando arriva un grande attore,
04:24un attore come quello che sta afferzandosi su questo palco, con lui arrivano le storie
04:29e con le storie arrivano sempre le idee. Questo attore non ha bisogno di presentazioni se non di
04:35due parole, Stefano Massino. Allora, intanto ciao a tutti, è sempre bello venire qua in
04:45queste situazioni qui a cui mi invita Maurizio, vengo sempre con grande piacere. Dunque io vorrei
04:53parlare di che cosa? Vorrei parlare del lavoro, ma vorrei parlarne in che modo? Vorrei parlarne
05:01con un titolo che è del perduto amore, che è una cosa strana quando parli di lavoro,
05:07parlare di amore, all'apparenza sembrano due cose lontane, non lo sono affatto. E io vorrei
05:14parlare proprio di questo, vorrei parlare del perduto amore, quell'amore che un tempo c'era,
05:20era fortissimo, ed era l'amore che legava le persone al lavoro. L'Italia è la terra delle
05:28arti, dei mestieri, è la terra in cui per tantissimo tempo tu nascevi con un mestiere
05:34che avevi sottopelle, lo avevi di famiglia e il legame con il tuo mestiere era il legame che tu
05:41avevi con la tua stessa esistenza, con la tua vita. Il lavoro era una cosa nobile, una cosa
05:46importante, era una cosa che la gente amava profondamente, l'amava nonostante la fatica,
05:52l'amava nonostante lo sforzo che comportava, ma la amava. Oggi noi siamo separati da tutto
06:01questo da qualcosa che lo ha profondamente allontanato da noi. Ci hanno scippato il lavoro,
06:09lentamente, un pezzo dopo l'altro, un passo dopo l'altro, il lavoro è stato sempre di più allontanato
06:16dalle persone, tanto che oggi il lavoro viene raccontato con una lingua che è la lingua inglese,
06:24che è la lingua della tecnologia, è la lingua dell'economia. Non è comunque la nostra e nel
06:33lessico del lavoro la gran parte delle parole sono parole straniere, fateci caso. Workshop, stage,
06:41jobs act, perché quando fai una legge sul lavoro la devi chiamare jobs act e non decreto sul lavoro?
06:48È un usare una lingua che non è comunque la nostra e non è per una difesa campanilistica
06:55o localistica della lingua italiana, è perché la lingua è la lingua di ciò che ami e il lavoro è
07:01qualcosa che si è sempre più allontanato dalla vita della gente e dalla dimensione umana della
07:07gente. Ci siamo separati dal lavoro, abbiamo perso l'amore per il lavoro e l'abbiamo perso,
07:12ne sono convinto, anche e soprattutto perché il far west del lavoro è diventato una terra in cui
07:19i diritti sono diventati un lusso. Fino a quando non riusciremo a insegnare, e questi referendum
07:26sono fondamentali, fino a quando non riusciremo a insegnare dentro le scuole che i diritti sono
07:33diritti e non lussi, noi non andremo da nessuna parte.
07:44Propongo in qualche modo di isolarci un attimo per raccontarvi cinque storie di lavoro, cinque
07:51compagne che attraverso le loro storie di lavoro ci parleranno in qualche modo dei cinque quesiti
07:58referendari e di come i cinque sì possono, lo stiamo dicendo da ieri, concretamente cambiare
08:04in meglio la loro condizione di lavoro e quella di milioni di lavoratrici e lavoratori in tutta
08:11Italia. L'articolo 18 dello statuto dei lavoratori fu una grande conquista perché tutelava e tutela
08:19per chi come me è stato assunto prima del 2015 i lavoratori e lavoratrici in caso di licenziamenti
08:26illegittimo, ingiusto e discriminatorio. Il primo attacco all'articolo 18 però avvenne nel 2002 ma
08:35con la tenace e la determinazione della CGL che portò tre milioni di persone al circo massimo si
08:42riuscì a bloccare questo vile attacco. Nel 2015 con l'attuazione del Jobax i lavoratori assunti
08:51dopo marzo possono essere licenziati senza giusta causa nelle aziende con quindici dipendenti dove
08:59con un'indenità che va dalle due alle sei mesi di età le imprese possono decidere di licenziare a
09:06loro piacimento creando così come dicevo prima una diseguaglianza tra lavoratori che risultano
09:14essere ancora più ricattabili per potersi mantenere un posto di lavoro. Uno chiediamo
09:19l'abrogazione delle norme che impediscono il rientro al lavoro in caso di licenziamenti
09:25legittimo per i lavoratori assunti dopo il 2015. Due l'abrogazione delle norme che facilitano i
09:32licenziamenti nelle piccole imprese con meno di quindici dipendenti. Tre l'abrogazione delle
09:39norme che liberalizzano l'utilizzo del lavoro a termine. Quattro l'abrogazione delle norme che
09:45impediscono in caso di infortuni negli appalti di estendere la responsabilità all'impresa
09:52appaltante. Purtroppo ogni giorno assistiamo a morti sul lavoro e crediamo che questi referendum
09:59debbano appartenere a tutti. 135 giorni di presidio per arrivare a poter gridare a voce
10:10alta che finalmente abbiamo un contratto di lavoro, che finalmente ce l'abbiamo fatta perché
10:15la lotta paga sempre. Non sono stati facili quei 135 giorni perché poi hanno cominciato a portarci
10:25delle proposte che per noi erano inaccettabili. Ci hanno portato degli imprenditori che volevano
10:31applicare il contratto pirata e abbiamo detto no. Ci hanno portato un imprenditore che voleva
10:35solo l'80% dell'impianto e abbiamo detto no. Sono stati giorni in cui non abbiamo avuto
10:43l'appoggio di nessuno se non quello del sindacato. Per oggi siamo fieri e contenti di aver dato
10:50fiducia al sindacato, alla Filcam se permettetemelo, ma devo dirlo perché senza di loro non ce
10:56l'avremmo fatta. Amazon non è la peggiore azienda in cui abbia mai lavorato ma sicuramente è quella
11:02in cui c'è stato e continua ad esserci più ricambio occupazionale. Ciò è determinato da
11:06tanti fattori, ma talvolta questi fattori, uniti, inevitabilmente tolgono il sonno, la
11:10tranquillità emotiva e la speranza di un'occupazione a lungo termine e in alcuni casi anche la dignità,
11:14perché essendo delegato ho gestito tanti provvedimenti disciplinari senza obiettività che
11:19causano incredulità e la maggior parte delle volte anche molta rabbia nel lavoratore che,
11:23diventando suscettibile, rischia di rispondere in malo modo, di fare la cosa sbagliata. Il
11:28risultato è che vengono dati ancora più provvedimenti disciplinari sconclusionati
11:31che inevitabilmente portano ai loro licenziamenti anche volontari dati dall'esasperazione. Purtroppo,
11:38per non conoscenza del sindacato o per superficialità del provvedimento disciplinare
11:42preso, non vengono impugnati. Arrivando al licenziamento, parlo di provvedimenti su
11:46contestazioni futili. Attraverso il referendum vogliamo restituire la reintegra come principale
11:51strumento di tutela rafforzata e renderla una certezza in caso di licenziamento illegittimo.
11:57Coordino percorsi e gestisco percorsi formativi. Mi sono occupata del coordinamento della
12:03formazione di tutti i lavoratori, di tutti i dipendenti che operavano nei cantieri della
12:07variante di Valico, da Bologna fino a Firenze. Io, dovendo coordinare i percorsi formativi
12:12durante la costruzione di quel tratto di autostrada, con attività per i lavoratori molto rischiose,
12:19molto pericolose, dovevano scavare gallerie, costruire viadotti, lessi il progetto e rimase
12:26senza parole sconcertata nel leggere che era previsto da progetto, per la pericolosità
12:34delle attività, la morte di un lavoratore a chilometro. Io rimasi senza fiato, cambiamo
12:45decisamente la formazione in collaborazione con tutti i livelli coinvolti nel cantiere,
12:55a partire dai coordinatori della SPEA fino agli RSPP, i preposti, i lavoratori stessi,
13:01si costruisce una collaborazione molto intensa, molto partecipata. La società autostrade
13:06si comportò veramente con senso di responsabilità, partecipò insieme a noi nella formazione
13:13dei lavoratori per garantire la loro sicurezza. La mia grande soddisfazione è che da quel
13:19momento non ci furono più morti nei cantieri e arriviamo a smentire quello che il progetto
13:26prevedeva. Questo è, secondo me, il significato vero e profondo che deve avere quel quesito
13:32referendario, perché il quesito referendario prevede proprio una maggiore responsabilità.
13:37Come sappiamo, questo quesito propone di dimezzare gli anni di residenza legale in Italia dai
13:4610 ai 5 anni. Non è scontato che quando una persona arriva qui in Italia, già dal primo
13:52giorno ottiene questa benedetta residenza. Forse sono già passati cinque anni, quindi
13:58aggiungere altri dieci anni sono quindici anni e alla fine questi dieci anni sono infiniti.
14:04Un'altra grande battaglia che dovremmo fare è l'abolizione per quanto riguarda la bossi
14:11fini, perché è la radice che genera questo sfruttamento e caporalato. Non dobbiamo fare
14:21quest'errore di considerare come caporale un primo problema da cui si parte, però al
14:31vertice di questo caporalato ci stanno ben altri soggetti. C'è il titolare dell'azienda,
14:38ci sono i consulenti di lavoro, c'è tutto un sistema e quindi non dobbiamo considerare
14:43questo caporale come il primo punto di partenza. Il caporale esiste perché lo richiede il
14:49titolare.
14:50Adesso, contemporaneamente, per la conclusione della riunione di oggi e per l'apertura formale
14:58della campagna elettorale, la parola al nostro segretario generale.
15:01Noi stiamo proponendo al Paese una discussione per cambiare il nostro Paese e per dare un
15:15futuro al nostro Paese, con la consapevolezza che un compito di questa natura ha necessariamente
15:22bisogno di coinvolgere altre persone, altre associazioni, altre realtà, altre culture,
15:30altre tendenze per poterlo realizzare, ma ha l'ambizione di conquistare un mondo che
15:39oggi non c'è, che sia fondato davvero sulla libertà, la solidarietà e la giustizia sociale.
15:47Perché in questo momento noi sappiamo perfettamente che abbiamo bisogno di portare a casa dei
15:55risultati e l'obiettivo di un referendum di questa natura è il quorum per fare in
16:01modo che, il giorno dopo, il risultato concreto per milioni di persone sia quello di un cambiamento
16:09della loro condizione di vita e di lavoro.
16:12Anche dietro alla scelta dello slogan della campagna elettorale, si vogliono affrontare
16:22tre questioni, perché quel titolo parla di tre questioni, parla della libertà, parla
16:29della democrazia e parla della rivolta per poter realizzare la libertà e la democrazia.
16:36Siamo partiti da un punto e cioè che una persona non è libera se è precaria, una
16:44persona non è libera se non arriva alla fine del mese con lo stipendio.
16:48Perché c'è un'alternativa secca, se io al centro ci metto il mercato e il profitto
16:55in cui tutto si può comprare e vendere senza alcun vincolo o se al centro io metto la persona,
17:02la sua libertà, la sua possibilità di realizzarsi.
17:05Capite che queste due cose disegnano due mondi tra di loro alternativi?
17:11Uno dei cambiamenti, anche nella formazione del pensiero delle persone, nasce anche dall'uso
17:19dei media e dall'uso dei social.
17:22Secondo voi è un caso che i più ricchi al mondo sono quelli che oggi utilizzano i dati
17:39che noi gli diamo gratis?
17:41Perché in molti casi, attraverso anche questi strumenti, tu sei in grado di poter, in un
17:48qualche modo, modellare ciò che fai vedere o fai sentire le persone e, in base a quello
17:57che vedi o che senti, modelli poi anche il tuo elemento di società.
18:03E se ci pensate un attimo, a proposito di crisi della democrazia, non è un caso che
18:11contemporaneamente a questo processo noi siamo anche in un processo in cui si stanno riducendo
18:19i luoghi di confronto, di dialogo e di relazione sostanzialmente tra le persone.
18:26E se ci pensate un attimo, anche su questo piano stanno aumentando i luoghi di propaganda
18:33e i luoghi, se volete, di polemica, non di confronte e di discussione.
18:37Che se ci pensate, da un certo punto di vista, la polemica, la propaganda che sostituisce
18:44il dialogo, il confronto, la negoziazione, la relazione con le persone, in realtà è
18:49un elemento della riduzione degli spazi di democrazia.
18:52La rivolta ha un obiettivo, quella di ricercare un nuovo equilibrio sociale, quello di svolgere,
19:03fatemela dire così, anche un'azione creatrice di un nuovo modello sociale, proprio perché
19:10vuoi fare riemergere un senso al vivere, alla vita, all'essere.
19:15E siccome la nostra organizzazione, per chi non lo sapesse, ha 120 anni e alcune Camere
19:25del Lavoro sono nate un po' prima, ecco, io credo che la responsabilità che in questo
19:33momento è toccata a noi di avere sulle spalle questa storia, questa responsabilità, ecco,
19:41io credo è il momento anche di darci quel coraggio che questa organizzazione ha sempre
19:50avuto.
19:51Ecco, allora io credo che, da questo punto di vista, la fortuna che noi abbiamo avuto
19:59di nasce in un periodo in cui i diritti c'erano, e di nasce in un periodo in cui la guerra
20:05non era lo strumento normale di regolazione, io credo, lo sento su di me, ma mi sembra
20:10di poterlo condividere per gli interventi che ho ascoltato in questi giorni, per gli
20:15interventi importanti che ci sono state di tutte le associazioni, di tutti i soggetti
20:19anche fuori da noi, che insieme a noi sono pronti a fare questa battaglia, credo abbiamo
20:24tutti insieme la responsabilità che dare un futuro al nostro Paese significa battersi
20:31perché i giovani non debbono scappare dall'Italia, ma debbono rimanere in Italia, utilizzare
20:37la loro intelligenza, con i diritti e la qualità del lavoro che gli è dovuta e questo
20:44dipende da noi, non dipende da nessun altro, ma io penso che non solo ce la possiamo fare,
20:52ma che sono sicuro che faremo di questo momento un momento capace di parlare a quelli che
20:59verranno dopo di noi per la coraggio che abbiamo avuto, ma anche per la forza che abbiamo saputo
21:05dimostrare, al lavoro e alla notte.
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