https://www.pupia.tv - Roma - XXIII Premio Giambattista Gifuni - Bibliotecario di Lucera
Alle ore 16.30, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto si è svolta la cerimonia di consegna del "XXIII Premio Giambattista Gifuni - Bibliotecario di Lucera" a Massimo Franco. (28.03.25)
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Alle ore 16.30, presso la Sala del Refettorio di Palazzo San Macuto si è svolta la cerimonia di consegna del "XXIII Premio Giambattista Gifuni - Bibliotecario di Lucera" a Massimo Franco. (28.03.25)
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NovitàTrascrizione
00:00:00Allora, inizio io.
00:00:27Ci siamo? Buonasera, benvenuti veramente a tutti ed è una parola non convenzionale quella di
00:00:38ribadire veramente un grandissimo piacere personale di dire due riflessioni proprio
00:00:45in questo momento in apertura di questo importante ricorrenza che è il conferimento del premio
00:00:50Giambattista Gifuni. Perché è molto importante per noi? Ecco, ci tengo a condividere queste
00:00:57piccole riflessioni interne con tutti voi, un gruppo di amici, un gruppo di persone affezionate
00:01:02ai libri della cultura. In primo luogo perché io non ho avuto personalmente il privilegio di
00:01:08conoscere il nonno di Giovanni, ho conosciuto il padre. Questa generazione è stata per noi,
00:01:14funzionari parlamentari, una generazione di grandi maestri, non solo di diritto parlamentare,
00:01:20di cultura parlamentare, ma proprio di stile istituzionale, cioè come si sta nelle istituzioni,
00:01:29come si mantiene quel sottile equilibrio di competenza sempre, disponibilità, riservatezza,
00:01:38un insieme di virtù che devono essere possedute diciamo tutte insieme da chi fa questi mestieri
00:01:44a qualsiasi livello. E mia convinzione, e convinzione credo anche vostra e diffusa,
00:01:49e forse questo è anche lo spirito di questo premio, è che tutto questo ha una radice profonda,
00:01:54cioè in una profonda cultura, un grande interesse che va al di là della dimensione veramente
00:02:00tecnica, procedurale, ma che in qualche modo ispira la ricchezza della persona,
00:02:05da spessore alla personalità. E quindi l'importanza di questo premio secondo me,
00:02:10oltre diciamo al valore simbolico, è che proprio questa qualificazione individuale,
00:02:16che poi diventa anche qualificazione collettiva, passa attraverso i libri, passa attraverso la
00:02:21cultura, lo studio, che non solo ingentilisce i modi del comportamento, ma favorisce la
00:02:28civilizzazione collettiva. E in secondo luogo, proprio il tema di questa sera, a mio avviso
00:02:34che sono come dire una sorta di ufficiale di lungo corso di questa preziosa ricorrenza,
00:02:41io mi ricordo anche quando partecipavamo con Giovanni, siamo stati a lungo colleghi,
00:02:46siamo affettuosissimi amici, ecco alle prime edizioni, mi sembra che fa un salto di qualità.
00:02:53Abbiamo un premiato che svolgerà una relazione che, diciamo così, riguarda un tema di grandissima
00:03:00importanza, di grandissima attualità, che in qualche modo è un'innovazione rispetto alla
00:03:06tradizione di questo premio, che si orienta verso la cultura umanistica, persone che operano nelle
00:03:10biblioteche, persone comunque inserite nell'apparato funzionale allo sviluppo dei libri e delle culture
00:03:19del libro. In realtà anche qui, a mio avviso, queste sono piccole riflessioni che facevo prima
00:03:24di venire ad aprire i lavori, il tema che verrà trattato stasera, una democrazia senza elettori
00:03:30perché cresce l'astensionismo, trattato da par suo, da Massimo Franco, che non ha bisogno di
00:03:35presentazioni e che è uno dei massimi intellettuali che riflette su questi temi, si lega sempre alla
00:03:42crescita civile, si lega sempre alla consapevolezza che deriva dalla cultura dei libri, dall'amore per
00:03:49il sapere, dalla capacità di avere questa bussola culturale che ci guida nella vita. E questa è
00:03:55l'importanza. Poi, lo dirà Giovanni, anche la destinazione di questo premio concorre a mandare
00:04:04un messaggio. In conclusione mi viene proprio una riflessione semplice che mi ricorda le parole di
00:04:12Madre Teresa di Valcutta, dice che quello che io faccio è una goccia nel mare, ma se non lo facessi
00:04:18il mare avrebbe una goccia in meno. Questo è lo spirito di questo importante premio e vi ringrazio
00:04:24veramente per essere qui alla Biblioteca, onorando la grande tradizione che questa Biblioteca ha,
00:04:28perché questo messaggio deriva dal premio Gifuni e poi, in senso più lato, deriva dal Parlamento,
00:04:34che ha, come sapete, oltre alle classiche funzioni di legislazione, l'indirizzo, il controllo,
00:04:41eccetera, ha, lo dico io, lo dicono grandi studiosi del Parlamento, anche una funzione
00:04:45pedagogica di dare l'esempio, anzitutto, e di trasmettere la cultura delle istituzioni.
00:04:52Perché sulle istituzioni si fonda la libertà e la libertà, diceva Calamandrei, è come l'aria,
00:04:58ti accorgi di quanto è importante quando viene meno. Grazie ancora a tutti quanti e benvenuti.
00:05:03Allora, buonasera e benvenuti a tutti a questa nuova edizione del premio Giambattista Gifuni.
00:05:18Il tempo è stato oggi, si sperava in un tempo migliore, però insomma,
00:05:24con pioggia e traffico, però, insomma, alla fine, diciamo così, abbiamo una discreta platea,
00:05:34avrei voluto assicurare al massimo una platea ancora più ampia, ma insomma,
00:05:37dai, rifugiamoci nel detto un po' abusato. Pochi, ma buoni. Dunque, io sono, anzitutto,
00:05:49devo dire molto contento quest'anno di attribuire questo premio a Massimo Franco, abbiamo avuto,
00:06:00insomma, come Paolo ha ricordato, tra l'altro, il salto di qualità che è stato fatto anche
00:06:05negli ultimi anni, ma, insomma, già dalle primissime edizioni abbiamo avuto comunque
00:06:09premiati importanti nel vasto mondo umanistico, insomma, dalle biblioteche in particolare,
00:06:21perché, naturalmente, il premio in questione è dedicato alla diffusione dei libri e della
00:06:26lettura, quindi le biblioteche non possono non essere rappresentate in maniera adeguata,
00:06:31però poi si è sempre spaziato, l'anno scorso abbiamo premiato una valente storica dell'arte,
00:06:39in una delle prime edizioni premiamo, se ricordo bene, Tullio De Mauro, però ecco, mi fa particolarmente
00:06:50piacere il premio di quest'anno perché con Massimo c'è un amicizio ormai consolidata,
00:06:59che, innanzitutto, risale a quella che lui aveva con papà e quindi poi, insomma, si è trasformata
00:07:05in amicizia di famiglia, quindi con me, con Zia di T, con Fabrizio e, naturalmente, con mamma,
00:07:12che saluta tutti, tra l'altro, con affetto. Adesso su Massimo poi dirà, sicuramente,
00:07:23da par suo qualcosa Zia di T e devo dire che sono molto curioso di sentirla, siamo tutti curiosi.
00:07:35Mi dispiace l'assenza della dottoressa Emilia Lamoro, forse è il primo anno in cui è assente,
00:07:44però per motivi personali non è potuta essere presente, è stata la mia, la nostra, insomma,
00:07:50mia e di Paolo la direttrice della biblioteca per tanti anni, l'abbiamo avuta per circa 11 anni e,
00:08:00insomma, è lei che ci ha, come io le ho detto più volte, è lei che ci ha insegnato il mestiere,
00:08:05fondamentalmente, e poi lei è stata autrice della voce sul nonno, su Gian Battista Gifuni,
00:08:13contenuta nel dizionario biografico degli italiani. La salutiamo virtualmente e poi,
00:08:22insomma, sicuramente dal prossimo anno sarà di nuovo con noi.
00:08:25Ci tenevo a sottolineare quest'anno un'altra coincidenza, il premio intitolato a nonno e,
00:08:37quindi, nonno Gian Battista vuol dire Lucera, tra l'altro ci sono anche dei lucerini,
00:08:45qui mi fa particolarmente piacere, insomma, questa loro partecipazione. Lucera quest'anno,
00:08:52dal primo gennaio del 2025, è capitale regionale della cultura, quindi, insomma,
00:09:01in quanto è stata selezionata tra le dieci finaliste ed, essendo l'unica cittadina politica,
00:09:08è automaticamente diventata capitale regionale. Quindi è stato recentemente,
00:09:13una decina di giorni fa, il preannuncio, finalmente, del programma, insomma,
00:09:19di eventi che caratterizzeranno quest'anno particolare per la città di Lucera.
00:09:25Io, dal canto mio, visto che adesso una metà del tempo la trascorro giù in Puglia,
00:09:34quindi il richiamo delle radici è sempre forte, sto cercando, per quanto posso,
00:09:41di dare una mano a risollevare un po' le sorti della biblioteca di Lucera,
00:09:45che è una biblioteca che nonno ha diretto per circa 40 anni, una biblioteca di pubblicazioni
00:09:54importanti, un patrimonio veramente prezioso, che per una serie, insomma, comunque di ragioni,
00:10:04adesso non stiamo qui a indagare, comunque negli ultimi 20-25 anni è stata un po' lasciata andare,
00:10:13quindi stiamo cercando l'aiuto anche di alcune persone, di alcuni valenti lucerini,
00:10:19insomma, sperando comunque in una sponda positiva dell'amministrazione,
00:10:24appunto poi i contatti con le amministrazioni locali non sono sempre fluidi,
00:10:29però stiamo cercando di riportarla, non dico che ai fasti di un tempo,
00:10:33ma insomma comunque di renderla pienamente funzionante e, come io ho detto recentemente al Sindaco,
00:10:39vanno benissimo gli eventi, perché capisco, insomma, che è un anno particolare,
00:10:46però poi gli eventi passano, alla fine del 2025, insomma, poi i mesi si succedono rapidamente,
00:10:56quindi pensiamo anche alle strutture permanenti, quindi pensiamo in primis alla biblioteca,
00:11:00pensiamo al Museo Civico Fiorelli, per non parlare appunto delle altre bellezze di Lucera,
00:11:06l'Anfiteatro Agusteo, il Duomo, Gotico Angioino, insomma, poi ecco come Massimo sa,
00:11:15e lui l'ha scoperto insomma pochi anni fa, è una città che merita sicuramente una visita,
00:11:22insomma, perché ha bellezze e risorse importanti.
00:11:30Allora, io ricordo soltanto, prima di dare la parola alla dottoressa Greco,
00:11:38ma forse ci pensa anche lei per le finalità del premio Giambattista Gifuni.
00:11:52Allora, quindi cedo, ecco la parola Cinzia Greco, prego Cinzia.
00:12:01Buonasera a tutti, intanto desidero esprimere la mia sincera gratitudine al dottor Paolo Massa
00:12:11per la sua ospitalità in questa splendida sede. Un ringraziamento al nostro premiato Massimo Franco,
00:12:19siamo onorati che abbia accettato il ventitresimo premio Giambattista Gifuni.
00:12:25Ringrazio inoltre Giovanni Gifuni per il suo personale supporto e quello della sua famiglia,
00:12:32oltre che per la fiducia riposta nel progetto che mio padre Elio Michele Greco, fondatore
00:12:39della Fondazione Nuove Proposte, assieme a Gaetano Gifuni, hanno avviato oltre vent'anni fa.
00:12:46Portare avanti la Fondazione Nuove Proposte per me è fondamentale, non solo per preservare
00:12:55la memoria del suo lavoro, ma anche perché credo fermamente nell'importanza di mantenere vivi
00:13:02i ricordi dell'operato di figure storiche pugliesi del passato, che altrimenti rischierebbero di
00:13:11essere dimenticate. In quest'ottica è stato avviato il progetto con le scuole e siamo giunti
00:13:20al secondo anno. Tra poco avremo il piacere di ascoltare la relazione degli studenti del
00:13:25liceo classico Tito Livio di Martina Franca. Sono loro che rappresentano il futuro e la
00:13:32continuità di questo impegno. E' altrettanto importante, attraverso il Comitato Scientifico,
00:13:40individuare, selezionare e premiare personaggi contemporanei che si sono distinti nei loro
00:13:47rispettivi campi. Questo connubio tra passato e presente arricchisce il nostro percorso e conferma
00:13:57la lungimiranza di mio padre. Per tutti questi motivi continuo con passione e dedizione,
00:14:04insieme a mio figlio Gianluigi Ancona, il lavoro intrapreso da mio padre, convinti
00:14:10dell'importanza di mantenere viva la memoria storica e di ispirare le nuove generazioni.
00:14:19Un saluto particolare alla dottoressa Emilia Lamaro. E mi scuso da parte sua perché non
00:14:24può essere qui questa sera. Con la dottoressa Lamaro, presidente del Centro Studi Nuove
00:14:33Proposte per la Diffusione del Libro, stiamo lavorando alla pubblicazione dei lavori svolti
00:14:39negli ultimi due anni, individuando anche le biblioteche premiate fino ad ora,
00:14:48per vedere come proseguono con la loro attività.
00:14:55Io mi fermo qui, non voglio sottrarre altro tempo ai relatori,
00:14:59vi ringrazio per la vostra attenzione e vi auguro buon ascolto.
00:15:29Almeno ti vedono bene tutti.
00:15:59Devo ringraziare Massimo Franco e Giovanni Cifuni perché mi hanno proposto di tratteggiare
00:16:15la figura di Massimo Franco. Li ringrazio perché in questa richiesta c'è della stima nei miei
00:16:28riguardi e per me, che sono stata una casalinga, è importantissimo essere stimato. Sono molto
00:16:36contenta. A questa richiesta ho posto degli ostacoli. In primis non mi sono sentita
00:16:57adeguata a fare questo, è un compito impari per me. Seconda cosa, ho avuto proprio paura che le
00:17:10mie parole semplici potessero quasi sminuire la figura di Massimo Franco, che merita parole
00:17:20auliche più importanti delle mie. Terzo, sono stata molto male, per una forma di male che mi
00:17:34ha proprio debilitato il corpo e di conseguenza anche la mente, perché pure la mente fa parte
00:17:41del corpo. Quindi non sono stata in grado di poter fare uno studio accurato su tutto il lavoro di
00:17:49Massimo Franco, lavoro importantissimo, perché Massimo Franco è un grande saggista, giornalista,
00:18:03editorialista, notista, non so che altro dire. Sinceramente io ho letto vari libri, vari saggi
00:18:15di Massimo e li ho trovati sempre molto precisi, molto perfetti proprio, perché la descrizione
00:18:30dei personaggi nel contesto storico in cui sono vissuti è importantissimo. Poi parleremo
00:18:41anche del metodo usato. Poi conosco Massimo attraverso la lettura assidua della sua nota
00:18:53sul Corriere della Sera. Quindi diciamo che la mia conoscenza professionale di Massimo è quella
00:19:03del saggista e del giornalista e tutte e due le attività sono perfette, per me sono perfette,
00:19:14perché io adesso do il mio giudizio, modesto ma è il mio giudizio. Quando Giovanni Gifoni, mio
00:19:26nipote, mi ha comunicato il nome del premiato di quest'anno, sinceramente ho provato una gioia
00:19:35immensa, devo essere sincera, sono stata proprio contenta. Però mentre io stavo leggendo proprio
00:19:47una sua nota, quando mi ha chiamato Giovanni, ho visto davanti ai miei occhi come una linea,
00:19:55una linea di conciunzione tra Gian Battista Gifoni, mio padre, cui è intestato questo premio,
00:20:05e Massimo Franco. In che consiste questa linea? Che cosa ho visto in questa linea? Io ho visto
00:20:17proprio il duro lavoro della ricerca storica, è questo che unisce i due personaggi, perché Massimo
00:20:28nei suoi libri non tralascia niente e non solo per conoscenza diretta dei personaggi, ma fa un
00:20:40lavoro di archivio e in questo l'ho visto molto simile a mio padre, che ha passato la sua vita
00:20:47negli archivi per scrivere questi libri. E tutti e due hanno trattato, perché ho mancato di dirvi,
00:21:00che tra i vari esaggi che ho letto, quello che più mi ha impressionato, direi proprio che più
00:21:07mi è piaciuto, è stato quello su Andreotti e io l'ho letto in tutte e due le edizioni. Credo di
00:21:19aver già detto a Massimo che l'ho anche riletto, perché è interessantissimo, perché veramente
00:21:28curare questi statisti e il tempo in cui sono vissuti è importante, perché quella è storia,
00:21:38quella è storia. Diciamo che anche mio padre, cioè mio padre Gian Battista Gifoni, cui è
00:21:49intestato il premio, ha trattato lo statista Salandra. Massimo Franco ha trattato lo statista
00:21:59Andreotti. Questi due personaggi praticamente hanno riempito di sé gran parte del Novecento,
00:22:11il Salandra la prima parte, prima del fascismo, quindi parliamo fino a una certa data, e Massimo
00:22:22Franco Andreotti la seconda parte, dal dopoguerra fino a Mani Pulite, quindi fino al 92 credo che
00:22:31cominciò Mani Pulite, quindi un escursus ampio del Novecento. E questo è molto importante per
00:22:42noi lettori, perché o tante cose già le sappiamo, o altre integriamo la nostra cultura con i loro
00:22:52libri e ci arricchiscono, e io sia a Massimo Franco che a mio padre sono molto grata, perché
00:23:02non avendo svolto attività mi sono sempre acculturata per conto mio da sola, e ogni personaggio come
00:23:13Massimo, come mio padre, per me sono dei maestri, quindi allora va tutta la mia gratitudine,
00:23:21tutta la mia gratitudine. Direi ancora una cosa, del metodo usato da Massimo,
00:23:33nel giornalismo, nella sua nota, lui rivela uno stile molto preciso, accurato, puntuale,
00:23:48ma con tanta eleganza, e questa parola veramente va a onore suo, perché io lo vedo come re dei
00:24:01grandi giornalisti, che non avevano bisogno di urlare, di dire parole pesanti per esprimere
00:24:11il loro pensiero, e Massimo è questo. Passiamo ai libri, scusate se prendo un po' di tempo,
00:24:22passiamo ai libri, allora Giambattista e Gifoni e Massimo Franco, io li ho visti nel loro stile,
00:24:35nella loro forma nel trattare la storia, molto fedeli, diciamo, a un metodo molto rigoroso,
00:24:53un metodo storicistico, e che lo prendiamo da Erotodo fino a Benedetto Croce. Ho nominato
00:25:05Erototo non per una civetteria intellettuale, ma perché mi ha ricordato, te ne accennavo,
00:25:13mi ha ricordato tanto mio padre, da commuovermi, perché papà quando mi parlò dello storicismo
00:25:22di Croce, anche se diverso da quello di Erototo, lo faceva partire da Erototo, e io gli facevo
00:25:31sempre domande, e lui mi spiegò, dice devi sapere, ricordatelo, che Cicerone chiamò Erototo il padre
00:25:42della storia. Quindi sono momenti molto belli, scusate se io dico anche cose personali, però
00:25:52questa sono io, non sono né una filosofa né una storica, però quello che io ho sentito, che provo,
00:26:02è che l'insegnamento poi non si fermava alle due figure Erototo e Croce. Mio papà mi raccontava,
00:26:14mi spiegava che cos'è la storia per questi due personaggi. E veniamo a Massimo Franco. La storia
00:26:27è il fatto, e Massimo il fatto lo racconta, cioè quando non c'è il fatto sul momento contingente,
00:26:40si va all'archivio, e questo fa Massimo, per la storia dell'antecedente. E questo è una cosa
00:26:55importantissima, perché quando noi diciamo la storia è il fatto, ma c'è la narrazione del
00:27:05fatto, ed è nella narrazione che si forma il giudizio storico. E' così. Qua si apre una
00:27:23parentesi di omaggio a Massimo Franco, poi in privato diremo altre cose, ma questo lo voglio
00:27:33dire a tutti. Massimo Franco, nella narrazione del fatto, per la narrazione che fa formare poi
00:27:43il giudizio, sia dell'autore che del lettore, è molto cauto, è molto onesto intellettualmente,
00:27:54non si manifesta sfacciatamente. Lui il giudizio è certo che lo dà, ma non vuole influenzare il
00:28:04giudizio del lettore. Quindi regala a noi lettori la massima libertà nell'interpretazione. E questo
00:28:16lo fa soltanto a chi ha una grande onestà intellettuale. E questo lo dico proprio con
00:28:25la ragione, non col cuore, con la ragione. Io non voglio dirvi altro, per lasciare lo
00:28:35spazio a Massimo che parlerà, però penso che da queste semplici parole mie avrete notato la
00:28:45grande stima che ho per Massimo. E mi dispiace di averlo conosciuto in ritardo nella mia vita.
00:28:54Ecco, questo lo posso proprio dire. E poi questa grande stima che ho per Massimo non
00:29:04è disgiunta, cioè è unita anche a un sentimento di grande affetto.
00:29:15Se mi consentite un piccolo commento, ma non perché è zia, lo dico proprio col cuore.
00:29:34Allora, lei ha detto io non voglio fare l'audazio e poi anche lo stesso Massimo dice ma la l'audazio
00:29:42è un termine anche un po' pomposo. Poi ci siamo accordati con zia e devo dire che io
00:29:48ho stato presente a quasi tutte le edizioni del premio e le l'audazio sono state anche
00:29:55molto diverse fra loro. Però devo dire che questa secondo me è qualcosa che va anche
00:30:03oltre perché appunto non è la, diciamo così, l'audazio classica con la presentazione,
00:30:10con il dispiegamento del curriculum del premiato. Sei andata molto oltre, tra l'altro dicendo
00:30:20delle cose, come commentavamo adesso con Massimo, di grande lucidità, ma io di questo non ho mai
00:30:27avuto dubbi perché ti conosco troppo bene, però veramente hai fatto una, chiamiamola una
00:30:33presentazione, anche se è riduttivo, veramente bella. Prima di dare la parola per la sua
00:30:43lezione al premiato, devo dire che siamo tutti, almeno io per primo, ma anche appunto Paolo
00:30:48che ha accennato primo, molto curiosi insomma di ascoltarla e mi unisco al ricordo, perché
00:31:00prima l'ho messo, l'ho ricordato ovviamente Cinzia che è la figlia dell'avvocato greco che
00:31:06è stato per tanti anni Presidente, ha fondato la fondazione Nuove Proposte, è stato l'artefice,
00:31:13è stato veramente tutto l'anima di questa fondazione facendo un lavoro straordinario fino
00:31:24all'ultimo giorno, questo appunto Cinzia lo può dire, è una persona che ho appunto avuto il
00:31:30piacere di conoscere, straordinaria, infaticabile, di grande onestà, quindi lo saluto veramente in
00:31:42maniera particolare. Un'ultima cosa a proposito di onestà, me l'ha fatta venire in mente adesso
00:31:49zia mentre faceva questa sua presentazione, che proprio il nome, a me piacciono ogni tanto,
00:32:00mi piacciono un po' le associazioni enigmistiche, i giochi, però effettivamente non avevo mai
00:32:07riflettuto che il nome e il cognome di Massimo, del premiato, proprio riprendendo quello che
00:32:12dicevi te, Massimo Franco, massimamente franco, quindi schietto, sincero e onesto,
00:32:19per cui mi pare che sia proprio il nome perfetto. Allora io a questo punto do con piacere la parola
00:32:29a Massimo Franco per la sua redazione. Menomale che non mi chiamo Massimo Bugiardini,
00:32:38se no sarebbe stato un po' uno simoro. Comunque tanto volevo ringraziarvi e dirvi che
00:32:46il salto di qualità l'ho fatto io, non l'ha fatto il premio e devo dire me l'ha fatto fare Tt.
00:32:54Quando mi ha chiesto Giovanni ma tu chi vorresti che parlasse di te, ho detto Tt, ho detto subito,
00:33:03ma perché sì, perché lei è la continuità dei Gifuni, la memoria dei Gifuni, è la sorella di
00:33:09Gaetano che era un mio amico e soprattutto perché ho sempre visto questa donna che si è definita
00:33:19qui una casalinga, io spero che tutte le italiane siano casalinghe come lei, che in realtà è una
00:33:27delle persone più riservate, più informate e più curiose intellettualmente che io conosca e devo
00:33:37dire che il fratello Gaetano Gifuni, segretario generale prima del Senato, poi della Presidenza
00:33:45della Repubblica, mi parlava di questa sorella dicendo che sa tutto Massimo, ogni volta che mi
00:33:53serve qualcosa la chiamo, sa tutto, sa tutto, è informatissima, non so come fa e me la presentò
00:34:00una volta all'Accademia dei Lincei dove c'erano credo sia Giovanni sia Fabrizio che leggeva
00:34:07alcune lettere dal fronte di Gadda e mi presentò questa signora riservatissima, elegante che poi
00:34:17ho rivisto a Lucera perché l'altro aspetto, scusate se prendo qualche minuto prima di
00:34:24leggere la mia noiosissima relazione, ma fu bellissimo perché io Lucera non la conoscevo
00:34:31onestamente, non l'avevo quasi mai sentita nominare e mi ricordo che Gaetano Gifuni quando
00:34:37una volta nei nostri colloqui al Quirinale mi disse sei mai stato a Lucera? Dissi no,
00:34:44sinceramente no, mi guardò con un'aria molto di rimprovero e mi disse beh ci dovresti andare
00:34:51e lì per lì non capì perché, poi anni dopo quando gentilmente Giovanni, Fabrizio,
00:35:00Titti mi hanno invitato a Lucera a ricordare Gaetano al teatro Garibaldi, lì ho capito,
00:35:09ho capito cos'era la biblioteca, cos'era Giovan Battista Gifuni, cos'era questa famiglia e
00:35:16l'amore per la cultura che aveva questa famiglia. Devo dire che sono onoratissimo di questo premio
00:35:24perché sia per la sede che fa parte del Tempio del Parlamento e non credo di esagerare usando
00:35:32questa espressione, sia per la stima e l'affetto che mi lega alla famiglia Gifuni e devo dire
00:35:41anche che non mi era mai capitato di avere una celebrazione da vivo così affettuosa,
00:35:47quindi di solito queste cose si hanno quando uno è morto e quindi il fatto che Titti mi
00:35:53abbia celebrato così, devo dire, mi ha un po' impressionato. Spero che l'1% di quello che hai
00:36:04detto sia vero, già sarebbe un grande onore per me, quindi so che ti ha fatto velo anche l'affetto,
00:36:13però insomma, siccome uno deve stare sempre coi piedi per terra, diciamo che prendo il tuo discorso
00:36:21comune in vita a far meglio, ecco, diciamo questo. Volevo anche, prima di passare appunto a questa
00:36:30relazione, Lexio Magistralis mi intimidisce un po' perché è molto gifuniana come espressione,
00:36:37però io sono un giornalista, al massimo posso fare un intervento, ecco, quindi il termine
00:36:43Lexio già mi mette in imbarazzo. Comunque, volevo ringraziare il direttore della biblioteca,
00:36:50il dottor Paolo Massa, per questo invito, la dottoressa Cinzia Greco e sono onoratissimo
00:36:56di questo premio e naturalmente Giovanni, col quale abbiamo parlato fin dall'inizio di questa
00:37:06cosa e quando me l'ha proposto ero felicissimo. Non conosco la dottoressa Lamaro, spero di
00:37:14conoscerla presto e sono sicuro che ci sarà occasione. E volevo di nuovo ringraziare Titti
00:37:23perché io ve lo dico sinceramente, io queste mie paginette che ho scritto, mentre parlava pensavo
00:37:33che avesse sotto un telefono con tutto il suo discorso, invece lo ha fatto a braccio e questo
00:37:41è incredibile perché dicono sempre di alcune persone, ha parlato a braccio, ma la signora
00:37:50Casalinga qua devo dire che ha una lucidità e una cultura di fronte alla quale queste paginette
00:38:02impallidiscono un po', quindi io adesso le leggerò, ma vi avverto non saranno pagine che hanno la
00:38:10profondità e la cultura di quella di Titti Gifuni, quindi questo ve lo dico prima così sarete
00:38:17indulgenti. Intanto con Giovanni avevamo parlato del titolo di questa relazione che era perché
00:38:28cresce l'astensionismo il rischio di una democrazia senza elettorato, poi invece mentre venivo qua mi
00:38:36è venuto un po' il dubbio che il rischio si potrebbe anche declinare al contrario e cioè quello
00:38:43che vediamo oggi è il rischio di un elettorato senza democrazia, con un'offerta politica mediocre
00:38:52seppure formalmente molto affollata e con un panorama occidentale nel quale si stanno riscrivendo
00:39:00unilateralmente le girarchie e distruggendo la differenza e la distinzione tra i poteri diversi
00:39:07che in realtà garantiscono le basi della democrazia, in nome invece di un primato
00:39:14dell'esecutivo che sa di prepotenza e di negazione dei principi democratici.
00:39:21Fatta questa premessa se osserviamo l'andamento del voto negli ultimi 30 anni registriamo un
00:39:27calo di partecipazione progressivo ma inesorabile. Senza parlare dei referendum sul divorzio del
00:39:351974 con l'87,7% di votanti o di quello sull'aborto del 1981 dove andarono a votare il 79,41% mi
00:39:49limita alle elezioni europee dal 1979 a oggi. Allora la percentuale dei votanti fu dell'85,7%
00:39:58confermata più o meno nell'84 con l'82,5 e nell'89 con l'81,1. Poi dal 94 è iniziato un calo al 73%
00:40:11e siamo arrivati al 2024 quando la partecipazione è stata del 49,6% quindi di fatto quasi dimezzata.
00:40:20E questo nonostante si fossero candidati principali leader per favorire, dissero,
00:40:26la mobilitazione. Ora non si vuole sminuire l'affermazione di chi ottiene più voti.
00:40:33Giustamente a chi ha avuto una maggioranza relativa, un premio di maggioranza ha il
00:40:38diritto di guidare l'Italia. Il tema è di capire se queste persone sanno di rappresentare una
00:40:47minoranza o comunque una maggioranza molto relativa dell'elettorato e dunque capisce di
00:40:54non dovere e di non poter esagerare. Questo riguarda i trionfi di partiti del presente
00:41:00e del passato recente, trionfi celebratissimi quanto volatili e quante alle politiche non
00:41:06possiamo dimenticare che nell'ottobre del 22 la percentuale dei votanti è stata del 63,9%,
00:41:14la più bassa nella storia repubblicana. L'Italia è risultata nella classifica
00:41:19dei dieci maggiori crolli di affluenza nell'Europa occidentale dal 1945.
00:41:25Prima annotazione. L'affluenza cala in modo radicale, progressivo ma inesorabile,
00:41:36dalla fine della guerra fredda, dalle inchieste di mani pulite e dalla narrativa sul sistema
00:41:43politico marcio. A questo va aggiunto un oggettivo calo della competenza e del livello
00:41:55delle classi dirigenti, fino all'uno vale uno della legislatura populista che si era aperta
00:42:02nel 2018. E' l'aspetto singolare che questo ha coinciso con l'affermazione del sistema
00:42:08maggioritario che doveva avvicinare la mitica gente, la cosiddetta società civile, alla politica,
00:42:15ridurre le distanze, migliorare l'efficienza del sistema, diminuire la corruzione. Al contrario,
00:42:23la politica è apparsa sempre più come una partita truccata, giocata tra nomenclature
00:42:28partitiche e soprattutto ininfluente sull'esistenza di chi cerca lavoro, cerca motivazioni forti,
00:42:35fino a ridursi a una competizione almeno in apparenza tra parati senza competenza
00:42:42né conoscenza e soprattutto senza una visione del futuro dell'Italia. La narrazione,
00:42:49secondo la quale i giovani sono disinteressati alla politica, va calibrata e decifrata.
00:42:54Rifiutano questa politica, non la politica. C'è uno studio di Euromedia Research di circa un anno
00:43:03fa che rivela che il 63% degli intervistati tra i 18 e i 24 anni risponde in realtà positivamente
00:43:11ed è la fascia di età con la più alta percentuale rispetto alle altre. Questo cosa vuol dire? Vuol
00:43:20dire che in realtà si cerca un'offerta che interessi veramente e se c'è questa
00:43:27offerta da parte dei giovani c'è la massima attenzione e disponibilità. L'aspetto singolare
00:43:35e preoccupante però è che rispetto a questa degenerazione si è affiancato un modo di
00:43:42concepire il potere distorto dal meccanismo del maggioritario. Il passaggio dal proporzionale
00:43:49è stato vissuto come diritto a esercitare il potere senza limiti, senza restrizioni
00:43:56né autorestrizioni, come se le istituzioni di garanzia fossero un ingombro del passato,
00:44:04un intralcio per un potere esecutivo frenato non dall'incompetenza o dalla complessità
00:44:11dei problemi, ma dalle regole che limitano gli ambiti di ogni potere, che in realtà
00:44:17garantiscono che nessuno prevari chi sull'altro e permettono alle minoranze di aspirare a
00:44:25diventare maggioranze e di diventarlo. Quindi si è accentuata la tendenza a considerare
00:44:31le urne come fonte esclusiva di legittimazione del potere e questo nonostante a votare sia
00:44:37sempre di più una minoranza e non una maggioranza della popolazione. Così si rivendica il fatto
00:44:44di rappresentare la maggioranza dei italiani mentre avviene il contrario. Ma si fa leva
00:44:50su questa affermazione per giustificare gli attacchi alle istituzioni di garanzia e rendere
00:44:58accettabili forzature e invasioni di campo degli altri poteri. Chi vince, anche se favorito
00:45:06da un premio di maggioranza più che legittimo che ne moltiplica il peso parlamentare, si
00:45:12sente depositario di un potere quasi assoluto. All'estero abbiamo avuto l'esempio di
00:45:18Viktor Orbán in Ungheria e ora purtroppo lo abbiamo i Donald Trump negli Stati Uniti.
00:45:24Ma non è necessario andare così lontani. Pensiamo alla fase iniziale del maggioritario
00:45:29quando si pensava che l'elezione di un governo fosse l'emblema di una riforma presidenziale
00:45:35strisciante che marginava il Parlamento e dunque consentisse il primato su ogni altra
00:45:40istituzione. O ai governi di metà degli anni 2000, convinti che il maggioritario desse
00:45:47non solo la vittoria ma il diritto di governare e soprattutto di comandare senza freni e limiti.
00:45:54E pazienza se ci fu chi arrivò a Palazzo Chigi senza essere votato dal Parlamento ma solo
00:46:00dal suo partito. La sua legittimazione arrivò dopo, né che si insediò a Palazzo Chigi
00:46:08senza nemmeno essere candidato all'elezione un altro Presidente del Consiglio, senza fare
00:46:12nomi. Bastava rivendicare l'investitura della volontà popolare della gente. Anche adesso
00:46:21che si deve attaccare qualche critico del governo, che cosa si dice? Se vuole fare politica
00:46:28si candida alle elezioni. Eppure il ruolo delle magistrature, dai tribunali alla Corte
00:46:35nazionale, è di controllo e di garanzia. La Costituzione vuole che sia sganciato dalle
00:46:42maggioranze parlamentari e dal sistema politico e semmai bisognerebbe accentuare questa autonomia
00:46:48e indipendenza di fronte a eccessi e sbavature compiuti da alcuni magistrati e non formalizzarli
00:46:55distruggendo un potere che è già indebolito anche per propri errori.
00:46:59Un'ultima parola per la mitica rete, per i cosiddetti social, per la democrazia digitale.
00:47:09Noi in realtà siamo di fronte ad algoritmi che profilano l'elettorato non per riformarlo
00:47:16ma spesso per manipolarlo. Abbiamo avuto un esempio, se vogliamo, minore, ma secondo me
00:47:23molto indicativo alcuni mesi fa, quando mi pare su TikTok, non sono un esperto, questa
00:47:30signora di Napoli ha mobilitato 10.000 persone portandole a Roccaraso per una folle vacanza
00:47:38di un giorno che ha distrutto, credo per almeno una stagione o due, l'economia di questa
00:47:45cittadina dell'Appennino abruzzese, semplicemente convocandoli. Ecco, al di là di quell'episodio
00:47:54e anche delle valutazioni a volte razziste, magari sono state fatte su questa plebe napoletana
00:48:01che andava a Roccaraso, critiche secondo me giuste, c'è il tema di come ci possa essere
00:48:10una manipolazione ed una partecipazione, una tantum, che può essere sollecitata ai
00:48:18livelli più diversi e c'è da chiedersi che cosa vorrebbe dire un'operazione come quella
00:48:25a Roccaraso fatta da un MASC o comunque da chi ha in mano le informazioni a un livello
00:48:35nazionale o addirittura sovranazionale. Sono cose che sono passate abbastanza nell'indifferenza,
00:48:45ma in realtà appongono un problema di democrazia e di partecipazione che secondo me non va
00:48:50assolutamente sottovalutato. Perché in realtà noi abbiamo di fronte una grande illusione
00:49:00di essere informati dai social, quando in realtà la grandissima massa è quella di
00:49:07una sorta di sottoproletariato digitale che si illude di essere informato, mentre invece
00:49:15le informazioni vere sono in mano ad un'elite ristrettissima che riduce la complessità
00:49:24a slogan, a parole d'ordine e invece di promuovere la partecipazione promuove la solitudine
00:49:31digitale e l'autoreferenzialità. E questo credo sia un tema enorme che non viene molto
00:49:40affrontato anche per la mancanza di consapevolezza delle classi dirigenti di oggi, e ci metto
00:49:47dentro anche quelle giornalistiche, perché in realtà non solo non c'è la volontà
00:49:55di toccare questo argomento, ma forse non c'è neanche la capacità di analizzarlo
00:50:00fino in fondo nelle sue conseguenze. In realtà la rete isola da un'illusione di partecipazione
00:50:09di democrazia è un incentivo all'astensionismo, non un rimedio all'astensionismo, e diventa
00:50:17con le sue semplificazioni anche di fatto un incentivo alla radicalizzazione delle posizioni
00:50:25in nome di un'autoreferenzialità che non a caso è stata definita da chi studia questi
00:50:31fenomeni eco-chamber, cioè una stanza dell'eco nella quale ognuno fa rimbombare le sue
00:50:39posizioni senza allargarle a chi la pensa diversamente.
00:50:42Credo che da questo punto di vista dobbiamo avere molto presente il pericolo di questi
00:50:53attori non statali che hanno in mano le informazioni che possono condizionare il voto, l'abbiamo
00:50:59visto ad esempio con Brexit, ma forse non lo sappiamo ancora, qualcuno l'ha visto
00:51:05anche se non lo sappiamo nel voto negli Stati Uniti, e comunque hanno bisogno di minoranze
00:51:14ben organizzate per imporre alle maggioranze le proprie agende.
00:51:19Noi abbiamo avuto in Italia una caricatura di democrazia digitale che è stata la piattaforma
00:51:27di Rousseau. Noi l'abbiamo visto come in realtà con 40-50 mila al massimo clic si
00:51:37decidesse la linea politica di un movimento che poi ha avuto a un certo punto quasi 11
00:51:43milioni di voti, quindi cosa vuol dire? Che il tema non è quello di demonizzare la rete,
00:51:49ma di capire perché la gente arriva a ritenere che è quel tipo di democrazia digitale che
00:51:56è una caricatura della partecipazione ed è manipolazione pura, abbia convinto tante
00:52:02persone. Evidentemente c'è un difetto fortissimo da parte delle istituzioni tradizionali ad
00:52:10essere più credibili di queste caricature.
00:52:12Quindi ritorniamo in realtà al paradosso dell'elettorato senza democrazia. Non a
00:52:20caso negli ultimi anni è nato il termine democratura, che è una crasi tra democrazia
00:52:25e dittatura, cioè questi regimi nei quali formalmente c'è piena libertà, c'è divisione
00:52:32tra i vari poteri, c'è libertà di stampa, ma nei fatti c'è una compressione dei diritti
00:52:39individuali e collettivi e quindi questi sono regimi che in realtà somigliano più
00:52:44alle dittature che alle democrazie.
00:52:46Qualcuno dice che questo termine è stato inventato dallo scrittore uruguayano Edoardo
00:52:53Galeano, altri attribuiscono la paternità allo scrittore essico-slavo Predirag Menjievi,
00:53:02scusate è slavo e non sono bravissimo, Matviejevic, che con esso intesi indicare l'incompiutezza
00:53:11della transizione democratica nei paesi dell'Europa orientale.
00:53:15Comunque sia, questo ci dice che viviamo in un periodo in cui bisogna stare molto attenti,
00:53:21molto attenti perché senza partecipazione anche la democrazia diventa una caricatura
00:53:33è qualcosa che sentiamo molto, soprattutto lo sentiamo quando ci accorgiamo di minoranze
00:53:41che pretendono di parlare a nome delle maggioranze con dei paradossi che onestamente fanno male,
00:53:50perché invece di preoccuparsi, di fare in modo che la partecipazione ritorni, non dico
00:53:56ai livelli degli anni 70-80, ma comunque sia ritorni a livelli fisiologici che vuol
00:54:03dire ampiamente sopra il 70%, perché l'Italia è stato un paese nel quale dopo il ritorno
00:54:10alla democrazia, dopo il fascismo, gli italiani hanno capito, diceva prima il direttore Massa,
00:54:18la libertà è qualcosa che si respira a pieni polmoni quando comincia a mancare l'aria,
00:54:26esattamente questo in Italia sta avvenendo e allora quando sento dire anche da cariche
00:54:33istituzionali che bisognerebbe abbassare la soglia per rendere validi i referendum dal
00:54:4050 al 40% in modo tale da assorbire l'astensionismo, la cosa è un po' preoccupante perché vuol dire
00:54:49in qualche modo formalizzare una democrazia senza elettorato e questo secondo me è un
00:54:56pericolo che va assolutamente evitato. Prima T.T. Gifuni citava la biografia di Andreotti,
00:55:06gentilmente l'ha citata, io vorrei chiudere questo intervento, letto purtroppo e non raccontato a
00:55:16braccio come ha potuto fare e ha saputo fare T.T., ricordando proprio una frase di Andreotti,
00:55:22perché Andreotti è passato alla storia per diverse frasi cosiddette storiche tipo il potere logoro a
00:55:30chi non ce l'ha, che è una frase che poi con la fine della guerra fredda si è rivelata di colpo
00:55:35datata, ma c'è un'altra frase che Andreotti disse in anni più lontani quando gli chiesero che cosa
00:55:42avrebbe fatto potendo compiere un atto di potere assoluto e Andreotti rispose sicuramente qualche
00:55:53sciocchezza. Ecco credo sia un monito a tenere presente soprattutto quando non si hanno dietro
00:56:00maggioranze ma minoranze sempre più ristrette radicali e autoreferenziali. Grazie.
00:56:12Grazie Massimo per questa stimolante recensione. Mi verrebbe da chiederti,
00:56:29anche se la domanda mi rendo conto che è abbastanza ingenua però credo che possa
00:56:35essere un po' sulla bocca di molte persone che sono qui presenti, che cosa, ecco tu dicevi
00:56:43giustamente un ritorno alle percentuali di un tempo è purtroppo impensabile però almeno tornare
00:56:53quelli che sono che tu hai giustamente definito i livelli fisiologici insomma di partecipazione,
00:56:59cosa ci vorrebbe? Naturalmente poi è chiaro che molto non dipende da noi ma dipende fondamentalmente
00:57:06da chi ci governa, dipende anche dai media, dal giornalismo eccetera però ecco se uno
00:57:16dovesse dire sì ma noi come cittadini, come elettorato perché i rischi secondo me spaventosi
00:57:27che tu hai descritto sono evidenti, anzi l'espressione come hai detto all'inizio che
00:57:33si può ribaltare in maniera ancora più sinistra da democrazia senza elettorato a elettorato senza
00:57:38democrazia che suona veramente ancora più lugubre direi, quali possono essere gli strumenti o
00:57:48comunque le cose che auspicabilmente si possono fare? Guarda molto rapidamente perché poi non
00:57:55voglio annoiare nessuno, io penso che bisogna smetterla con la cultura della scorciatoia
00:58:03cioè con la fine della guerra fredda l'Italia è rimasta orfana della stabilità del sistema
00:58:14e se oggi c'è nostalgia o almeno sembra esserci nostalgia per personaggi come Craxi
00:58:20o Andreotti, personaggi estremamente controversi, non è nostalgia per queste persone, è nostalgia
00:58:28per un'epoca nella quale si sapeva quale fosse il posto dell'Italia nel mondo e c'era una
00:58:34classe dirigente che con tutti i suoi difetti sapeva dove stava l'Italia. Da allora secondo
00:58:41me l'Italia non ha mai ritrovato un baricentro e siamo passati da una scorciatoia all'altra,
00:58:48prima la scorciatoia di Berlusconi l'imprenditore che rende ricchi tutti gli italiani e abbiamo
00:58:56perso tempo, poi c'è stato il professor Prodi il professore che riportava l'Italia sui binari
00:59:06giusti ma è durato poco, poi c'è stata la scorciatoia di Monti il tecnocrate, poi c'è
00:59:18stata la scorciatoia della faccia nuova Renzi, poi c'è stata la scorciatoia di 5 Stelle,
00:59:29poi Draghi, ma in realtà sono tutti tentativi di scorciatoia rispetto ad una ricostruzione
00:59:39del paese, dell'equilibrio del paese che richiede anni e che invece è stato affrettato
00:59:47di fatto in nome di una demagogia molto diffusa. Io a volte ho quasi la sensazione che questo
00:59:54grillismo che ha soltanto dato voce e legittimazione ad una demagogia diffusa stia adesso perdendo
01:00:03voti ma stia vincendo culturalmente. Allora bisogna sapere che se l'Italia vuole rimettersi
01:00:12in carreggiata deve pagare dei costi e che la cultura della scorciatoia non ci fa guadagnare
01:00:22tempo ma ce lo fa perdere. Se oggi siamo in questa situazione è perché c'è stato il
01:00:28tentativo di eludere i problemi di volta in volta, dando magari la colpa al governo
01:00:35tecnico o al Quirinale o alla magistratura, mentre in realtà quello che è successo è
01:00:42nato dal collasso progressivo di volta in volta di un sistema politico incapace di dare
01:00:50al paese una certezza. Quindi credo che finché non ci sarà la presa di coscienza che ci
01:00:58vuole tempo, impegno e sudore e studio per rimettere l'Italia in sesto andremo di demagogia
01:01:08in demagogia, di populismo in populismo senza però ritrovare un vero equilibrio. Credo
01:01:14che questo sia un rischio grosso anche perché adesso sono cambiati tutti i paradigmi e quindi
01:01:20quella che prima sembrava una fisiologia populista adesso sta diventando qualcosa molto
01:01:31più accelerato e molto più radicale e quindi i pericoli sono maggiori. Questo io penso.
01:01:37Sì Massimo, grazie. Aggiungo a quello che hai detto, hai fatto una sintesi estremamente
01:01:46lucida, condivido in pieno personalmente il tema delle scorciatoie e aggiungo che sicuramente
01:01:56lo scenario internazionale attuale purtroppo non aiuta da questo punto di vista ma complica
01:02:01ulteriormente la situazione. Grazie ancora Massimo. Allora vogliamo procedere alla premiazione?
01:02:12Sì, vorrei dire due cose su questa premiazione. In questo momento la premiazione è soltanto
01:02:21diciamo simbolica nel senso che noi doniamo al nostro premiato Massimo Franco un attestato
01:02:29che ora vedrete ma dietro, in questo c'è una seconda parte della fondazione, c'è
01:02:37la donazione di libri, di una mini biblioteca di 50 volumi che vengono devoluti al premiato
01:02:46che lui non può tenere per sé ma deve donarli a un'istituzione pubblica o privata di sua
01:02:54scelta. Per cui mi dice i libri dove andranno? Certo i libri, voglio pure dire che anche
01:03:09la casa editrice Solferino che mi ha contattato quindi avranno altri libri. Mi dispiace alcuni
01:03:17saranno i miei, poveretti quelli che li leggeranno però a parte gli scherzi mi sembra un'iniziativa
01:03:24bellissima e noi abbiamo pensato di mandare questi libri in due carceri minorili, quello
01:03:32di Casal del Marmo a Roma e il Beccaria di Milano sperando che a qualcuno venga voglia
01:03:38di leggerli.
01:03:54Vengo il tredesimo premio Drammatista di Punto di Carinuccia a Massimo Galco, vittoria di
01:04:15Casal del Marmo e il premio Drammatista vittoria di Casal del Marmo. Grazie signora. Poi devo
01:04:38dire che spero di non offrire la mia moglie a mio padre, questo paragono è vicinamente
01:04:45irriverente. Grazie signora, grazie davvero, sono ammoratissima. Ripeto, il salto in qualità
01:04:55l'ho fatto io, non credo.
01:04:59Io ho voluto riprodurre la scena di mio padre che sarà sempre, quindi questa è la sua,
01:05:10prima stava qui e ora però sarà sempre con noi.
01:05:28Adesso passiamo alla parte delle scuole, questo è un progetto che è iniziato lo scorso
01:05:42anno. L'anno scorso abbiamo premiato Floriana Conte, era di Foggia e hanno partecipato due
01:05:51licei, il liceo di Foggia, il liceo classico e il liceo classico di Martina Franca. Quest'anno
01:05:58ci sta soltanto il liceo classico di Martina Franca. I ragazzi sono due classi, due sezioni,
01:06:08la sezione A e la sezione B. La sezione A, il nostro studente fa parte della sezione
01:06:16B ed è il, adesso la relazione era a lui. La sezione A ha praticamente svolto un lavoro
01:06:25di biografia. Quindi hanno una breve presentazione, io non la leggerò però volevo giusto così
01:06:38illustrarvi quello che hanno fatto. Hanno fatto una ricerca su Elio Greco, sulla fondazione,
01:06:50su Giambattista Gifuni, poi alla fine questo è il nostro intento, cioè far conoscere questi
01:06:58personaggi alle nuove generazioni. Quindi Giambattista Gifuni e su Massimo Franco,
01:07:08c'è una ragazza anche da parte dei ragazzi. E questo è quello che hanno scritto l'elaborato
01:07:24dei ragazzi della sezione B. Abbiamo anche messo tutti i nomi degli studenti. Quello
01:07:36che ho detto prima, appunto noi vorremmo pubblicare questi lavori e non solo, le relazioni di
01:07:45quest'anno e dello scorso anno di Floriana Conte e riunirli in un opuscolo. Adesso io
01:07:52passo la parola a Stefano Tonetti. Lui è del liceo classico Tito Livio di Martina
01:08:15Franca, quarta B. Adesso vi spiegherà lui sull'assenzionismo, sulla sua relazione.
01:08:27Buonasera a tutti, ringrazio infinitamente Cinzia Greco e mi scuso per le spalle, non
01:08:32voglio mancare di rispetto. Allora per quanto riguarda la nostra relazione noi abbiamo voluto
01:08:37affrontarla da un punto di vista filosofico e politico in quanto studenti del liceo classico
01:08:41e ci siamo soffermati innanzitutto sull'etimologia della terminologia finalizzata alla comprensione
01:08:48dell'assenzionismo e dunque abbiamo analizzato tutto ciò partendo dalla parola fondamentale,
01:08:54il voto. Deriva dal latino votum, a sua volta dal verbo vove o vovere, ovvero sia consacrare
01:09:00un voto, una promessa. Successivamente siamo passati al sostantivo governare che deriva
01:09:06dal greco guberno e successivamente poi ripreso dal dino stesso che poi è arrivato fino a
01:09:11noi nell'italiano, che deriva dal termine che indicava l'ammestrare il timone di una
01:09:17nave, da ciò la similitudine per l'appunto relegata alla polis e al timone della nave,
01:09:23ovvero sia il governante della città è colui che ammaestra una nave, che gestisce una nave
01:09:28affinché essa non affondi e successivamente al termine fondamentale, la politica. La politica
01:09:34deriva dal sostantivo greco politeia, ossia cittadinanza, che deriva a sua volta dal sostantivo
01:09:38polis ed è non a caso un termine importantissimo in tutta la bibliografia occidentale e non
01:09:45solo, ma soprattutto occidentale, in virtù di quello sviluppo della democrazia teniese
01:09:50che ha visto poi il fondamento del nostro Stato. Ebbene, dicevo, è fondamentale perché
01:09:57è titolo, non a caso, di molteplici opere di autori illustri della cultura classica,
01:10:03sia quella greca con Platone e Aristotele, con il Ta Politica e il Politeia, che quella
01:10:08latina con il De Repubblica di Cicerone. Ebbene non è un caso perché la partecipazione alla
01:10:14vita politica era una materia intrinseca a quella che era la natura delle civiltà classiche
01:10:19e non solo, era anche un dovere inderogabile per il cittadino. Ebbene ci ricolleghiamo
01:10:24all'astensionismo di oggi, com'è possibile? Tuttavia c'è una differenza per quella che
01:10:31è la cultura classica e la vediamo in Epicuro di Elea nel IV secolo a.C. Per l'appunto
01:10:37enunciato dal suo fondatore Epicuro, l'epicureismo si basava su un approccio razionale ed edonistico
01:10:42alla vita politica e che l'ha portato ad essere definito illuminismo anteliterum. Pensate
01:10:48l'importanza che ha potuto avere un filosofo del genere. Ebbene un tale filosofo propugnava
01:10:54però una tesi differente, molto differente riguardo a quelli che erano i cardini della
01:11:00società antica, che era l'atebiosas, ossia ritirarsi dalla vita pubblica, preferendo
01:11:05quella che era il tempo della vita privata, quello che i romani avrebbero poi chiamato
01:11:10ozium, di cui testimoniano Seneca, soprattutto, nel Brevitatevite, e Cicerone. Ebbene ci chiediamo
01:11:20come sia possibile. Ma la preveggenza di Epicuro non si limita solamente ad un approccio
01:11:24razionale ed edonistico, ma possiamo osservarla anche nell'anticipazione di tutte quelle
01:11:28teorie che poi saranno enunciate dagli anarchici e dai pensatori socialisti libertari, come
01:11:32il nostro italiano Pasquale Binazzi, nel XIX secolo, che fanno riferimento a un astensionismo
01:11:37volontario dalla vita politica come condizione per determinare l'irreversibilità delle
01:11:44classi sociali subalterne, quale proletariato e sottoproletariato, in funzione di un miglioramento
01:11:49di questi ultimi. Ebbene concludo, da giovane, parlando di
01:11:54una citazione, citando Piero Calamandrei, uno dei più importanti, come saprete, sarò
01:11:59certo io a dirvelo, costituzionalisti e padri della nostra Costituzione e importanti giuristi
01:12:04del dopoguerra, che diceva che il più grande attentato alla Costituzione è l'indifferenza
01:12:10della politica, auspicando perciò una maggiore partecipazione dei giovani, dei miei coetanei,
01:12:15e il pensiero che faccio io personalmente fremo dalla voglia di votare.
01:12:19E vi ringrazio, ringrazio veramente tanto Cinzia Greco e la Scuola Tito Livio di mattina
01:12:24franca per avermi fatto partecipare, grazie.
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