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In quale ordine mondiale stiamo entrando? È la domanda al centro della nuova puntata su Money.it con il giornalista Federico Giuliani. Mentre l'Europa accelera sul riarmo, sullo sfondo emerge un possibile accordo tra Stati Uniti e Russia riguardo al conflitto in Ucraina, che potrebbe ridisegnare equilibri e alleanze. Nel frattempo, la Cina osserva e si prepara a giocare un ruolo cruciale nelle dinamiche globali. Con Federico Giuliani analizzeremo scenari geopolitici, opportunità e rischi di questa nuova fase, cercando di capire se siamo di fronte alla nascita di un multipolarismo o se, al contrario, assisteremo a una nuova polarizzazione internazionale.
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Trascrizione
00:00Buon pomeriggio amici di Moni.it, il nostro approfondimento mensile sul mondo insieme
00:09a Federico Giuliani, benvenuto Federico. Salve, buon pomeriggio a tutti, salve. Federico,
00:17è un momento per l'ordine mondiale, come dicevamo nel sito, molto particolare perché
00:23chiaramente questo asse che si sta ristabilendo tra Stati Uniti e Russia, che ripercussioni può
00:31avere secondo te da una parte l'Europa che cerca la strada del riarmo, per ora pare che si riarmi
00:38solo la Germania, però vedremo nel seguito quali ripercussioni ci possono essere, e anche la Cina,
00:46come può apprendere tutto questo dal momento che proprio per le sanzioni, per la Russia osteggiata,
00:53l'area BRICS e l'asse ovviamente della Russia-Cina si stava espandendo, almeno questa era la sensazione.
01:02Ecco, questo arrivo di Trump e il disgelo con gli Stati Uniti, che cosa può cambiare?
01:10Dal mio punto di vista l'arrivo di Trump ha in qualche modo accelerato l'avvio,
01:17insomma lo spostamento del mondo verso un ordine multipolare. Nonostante Trump a parole e a gesti
01:26stia cercando un po' in tutti i modi di rendere l'America di nuovo grande, ecco, nel far questo
01:33sta lasciando spazio a tanti altri attori di chi di riemergere, chi di riaffermarsi come in passato,
01:42chi di ottenere spazi d'azione più o meno ampi, quindi diciamo tutto questo non fa altro che
01:48accelerare dal mio punto di vista un'accelerazione verso il multipolarismo. Ora, bisogna fare tanti
01:55discorsi, più discorsi separati, per quanto riguarda l'Unione Europea pare che l'intenzione
02:02di Bruxelles sia quella di smarcarsi gradualmente da Washington in ambito in primis militare,
02:10quindi nel settore della difesa, poi conseguentemente probabilmente anche nel settore economico e chissà
02:17forse anche in quello politico. Certo è che tutto questo comporterebbe un ragionamento comune,
02:25un ragionamento collettivo, sistemico a livello appunto di Europa e questo però manca, perché ci
02:31sono paesi che vanno in una direzione, paesi che vorrebbero andare da un'altra parte, paesi che
02:37hanno fatto già importanti passi in avanti, abbiamo citato la Germania, ma potremmo anche
02:43citare la Francia che con Macron ha più volte spiegato quali sono gli interessi di Parigi,
02:51c'è il Regno Unito che nonostante sia uscito dall'Unione Europea è tornato ad avere un
02:56interesse consistente nei confronti di tutto quello che riguarda il continente stesso,
03:03addirittura l'Economist ha paragonato Stramer a Winston Churchill, esagerando anche in questo
03:10paragone, ma il livello è sostanzialmente questo e poi abbiamo l'Italia che in passato aveva
03:16scommesso con il governo Meloni, aveva scommesso su Trump e quindi su questo rapporto anche diretto
03:22con gli Stati Uniti, con Elon Musk e quindi con tutto il mondo conservatore, oggi Meloni si
03:28ritrova un pochino a metà del guado perché Trump ha preso un'altra strada, l'Europa prende un'altra
03:36strada ancora e lì per Meloni sarà difficile poi mediare o quantomeno convincere i suoi elettori
03:44ad aver preso la strada giusta, ma in ogni caso l'Europa non ragiona ancora a livello europeo,
03:54a livello collettivo, c'è solo una parte di Unione Europea che ragiona nel termine di
04:00Rearm Europe, ma non tutti sembrano andare nella stessa direzione, quando anche ci troviamo in
04:08un cospetto di governi che la pensano allo stesso modo su Rearmo, ecco che lì emergono
04:13invece obiettivi diversi, quindi la stessa strada quella di Rearmo, ma obiettivi e situazioni molto
04:20molto differenti, quindi siamo di fronte a più di un cerbero a tre teste, siamo di fronte a un
04:26animale mitologico con decine di teste e sarà difficile per l'Europa appunto ritagliarsi uno
04:32spazio d'azione. Per quanto riguarda la Cina, la Cina continua a utilizzare la sua politica estera,
04:41continua ad utilizzare la sua filosofia diplomatica che è quella da un lato di non ingerenza negli
04:46affari di paesi terzi, quindi Pechino non ha fatto pressioni sull'Ucraina, non è entrata a gamba
04:56tesa nella crisi ucraina, non è entrata a gamba tesa nella crisi medio orientale, ha predicato il
05:02dialogo, ha predicato l'importanza della diplomazia, ma non ha fatto salti mortali come qualcuno
05:09ipotizzava o prevedeva, anche perché la Cina intende avere un posto chiaramente in questo
05:19nuovo ordine multipolare, però non ha neanche intenzione, voglia, interesse di toccare il tema
05:29bellico, quindi di entrare in situazioni spinose, complicate, quindi quella di Pechino è più una
05:38strategia diplomatica che non una strategia volta a un riarmo esplicito. Poi certo il governo cinese
05:45ha aumentato il PIL per quanto riguarda la difesa, ma qui è un altro contesto ancora, andiamo nel
05:51mar cinese meridionale, andiamo su tutte questioni ben lontane rispetto a quelle europee. Poi abbiamo
05:58i BRICS, i BRICS sono lì che cercano di raccogliere quanto più possibile quello che cade da una parte
06:08e dall'altra, cioè dobbiamo immaginarci questi due grandi colossi, Stati Uniti da una parte,
06:12Cina dall'altra, che si prendono a testate. Nel mezzo troviamo l'Europa, tutto quello che cade a
06:18terra viene più o meno raccolto dai BRICS, dai paesi in via di sviluppo, che sperano di piantare
06:25semi della loro ascesa, che è già iniziata, ma il loro obiettivo è quello di germogliare al più
06:30presto, di ottenere un posto in prima fila in questo nuovo ordine multipolare, quindi di continuare a
06:36crescere per alcuni, ne cito uno a caso, di Etnam, ma anche di Malesia, quindi di tutti i paesi del
06:43sudest asiatico, di imitare in piccolo il modello dell'ascesa economica cinese, quindi siamo a
06:51questi livelli. Poi ci sono parti di mondo che sembrano non avere voce diretta in capitolo,
06:57penso all'Africa, penso all'America Latina, che invece sono sì importanti, ma come serbatoi di
07:04materie prime, di risorse energetiche, terreno di scontro economico, ma non diciamo così di governi
07:13in grado di influenzare il percorso oppure di invertire la rotta di questo ordine.
07:19In tema proprio di rapporti tra Cina e anche Europa, circa due settimane fa è uscito un tuo
07:33articolo relativamente proprio a questo smarcarsi dell'Europa rispetto agli Stati Uniti, proprio nei
07:42rapporti con la Cina, e citavi la Spagna come possibile assist di condotta proprio nei rapporti
07:50con la Cina. È un trend che si conferma, riesce confermato? È un trend che si conferma in campo
07:59economico, perché da un punto di vista politico c'è ancora imbarazzo a Bruxelles di affermare la
08:05Cina quasi come un partner. La Cina ormai viene concepita come una sorta di rivale sistemico,
08:12bisogna sussurrarlo, ma la Cina sostanzialmente in ambito economico è a tutti gli effetti un partner,
08:20e qui emerge anche in maniera abbastanza evidente l'errore, il passo falso che ha fatto l'Unione
08:28Europea probabilmente in ambito automotive, cioè imporre tassi sul Made in Cina. Dopo aver fatto
08:35questo passo, legittimo quanto vogliamo, appare poi difficile tornare a bussare alla porta di
08:41Pechino per incrementare i rapporti in un momento in cui ci sarebbe margine, teoricamente, per aderire
08:49a questa convergenza, anche perché abbiamo detto prima degli Stati Uniti, abbiamo parlato dello
08:53smarcamento di Bruxelles da Washington, quindi se gli Stati Uniti lasciano perdere tra virgolette
08:59l'Europa, l'Europa cosa fa? Può essere libera in teoria di esplorare nuove strade. La Cina resta
09:06là in sottofondo, interessa alle aziende, non sembra interessare a tutti i paesi europei.
09:12Borderline, per esempio, è volata in Asia, ma è volata in India, quindi l'interesse di Bruxelles
09:19sembra quasi essere quello di per ora lasciare lì la Cina. Ci sono però singoli paesi, come la Spagna,
09:25la Spagna è l'esempio più emblematico, che invece vogliono rafforzare i rapporti con Pechino. La
09:33Spagna e poi possiamo parlare dell'Ungheria, lì però è un discorso anche un po' più diverso,
09:39perché abbiamo Orban che in ambito politico è da tempo che è un sostenitore del riavvicinamento
09:47alla Cina. Possiamo citare paradossalmente anche la Germania, che negli ultimi decenni ha ottenuto
09:54fortune abbastanza importanti, facendo convergere la propria industria dell'automotive oltre la
10:02muraglia. Certo, oggi ci sono tutte conseguenze abbastanza fastidiose per Berlino, come l'avvento
10:08delle auto elettriche cinesi, come l'avvento di concorrenti di brand made in China che stanno
10:15corrodendo, che stanno rosicchiando quote di torte importanti ai brand tedeschi, però la Germania può
10:25essere un altro esempio. Paradossalmente anche la Francia continua, i grandi diciamo campioni
10:30francesi, pensiamo a quelli della moda, del lusso, continuano a esplorare il mercato cinese,
10:35che è tutto quello che possiamo dire, tutto quello che vogliamo, ma continua a essere un Eden,
10:40un'ambizione troppo ghiotta importante per essere abbandonata in cambio di chissà cos'altro.
10:48Ma andiamo oltre l'Europa, anche negli Stati Uniti, mentre Trump e i falchi del congresso
10:54attaccano la Cina, impongono tazzi sulla Cina, anche qui abbiamo una lista enorme di T.C.O.,
11:01di grandi amministratori delegati, di aziende importanti, da Apple, addirittura Bill Gates
11:08e con Microsoft o comunque con Google, poi con Starbucks, abbiamo tantissime aziende,
11:15tantissimi nomi di imprenditori e colossi che continuano a flirtare con la Cina, continuano a
11:24viaggiare in Cina, a incontrare Xi Jinping, decisori politici, perché il loro obiettivo è quello di
11:30fare affari a livello globale, quindi in questo nuovo ordine multipolare abbiamo da un lato la
11:37politica in questo ambito sempre più frammentata, abbiamo un mosaico frammentato con moltissimi
11:43attori e nuovi equilibri, dall'altro lato però l'economia sembrerebbe essere immune a quest'ordine,
11:52cioè l'economia continua a ragionare utilizzando vecchi paradigmi della globalizzazione, c'è solo
11:58una differenza non trascurabile, mentre prima le principali aziende occidentali erano solite
12:05investire in Cina per produrre lì, per approfittare, per sfruttare la situazione favorevole, il contesto
12:12che si era creato e che era assorto oltre la muraglia, oggi ci sono tante altre Cine, quindi
12:19abbiamo il sudest asiatico, inizia a esserci qualcosa anche in Medio Oriente e qualcosina
12:25pure in America Latina e in America Centrale con il Messico, quindi l'economia oggi va in una
12:31direzione opposta direi rispetto alla politica, bisognerà capire quanto e fino a quando questa
12:37divergenza continuerà a poter essere attuata.
12:41Vi ho parlato in questi mesi sempre anche della guscia, l'acceleravamo prima per l'accordo, questa
12:48riabilitazione può portare giovamento anche all'economia, tu qui alcune settimane fa ti
12:54interrogavi proprio sull'aumento di flussi, ma anche su alcuni rischi presenti, un'economia che
13:04abbiamo detto tante volte ha comunque resistito, nonostante le sanzioni, accordi chiaramente con
13:10altre aree del mondo, una riabilitazione potrebbe favorirla ulteriormente?
13:17Beh, senza ombra di dubbio, anche qui vale quello che dicevamo prima, la politica va in una
13:23direzione, risponde a determinati obiettivi, l'economia ad altri, totalmente opposti, numerosi
13:30brand occidentali hanno iniziato nuovamente a riesplorare l'opzione russa, alcuni non se ne
13:36sono addirittura mai andati, l'aspetto più curioso appunto arriva dall'America, dove ci sono grandi
13:42fondi di investimento, grandi attori dell'economia che hanno iniziato a rimettere nel merino la
13:48Russia o comunque hanno ricominciato a parlare di Russia, chiaro l'interesse, chiaro l'obiettivo,
13:54restringere i rapporti con Moscow e con le grandi aziende di Moscow, perché certo l'economia della
14:02Russia non è crollata sotto i colpi delle sanzioni, sono peggiorate alcune situazioni,
14:06l'inflazione è abbastanza alta, c'è un problema più che altro nel medio e lungo periodo per quanto
14:14riguarda i salari, per quanto riguarda l'occupazione, per quanto riguarda anche il lato demografico,
14:20però diciamo così che l'economia russa continua ad essere rilevante, soprattutto in alcuni settori
14:28altamente strategici, secondo alcuni la Russia avrebbe una sorta di cronometro che sarebbe lì,
14:38che ticchetterebbe sulla spalla di Vladimir Putin, nel senso che più si va avanti, più c'è il rischio
14:45che l'economia del paese possa surriscaldarsi, questi sono i rischi che evocano alcuni,
14:50mentre altri analisti ritengono che Moscow potrebbe continuare in questa situazione di quasi economia
15:00di guerra, anzi di economia di guerra per molto altro tempo e in mezzo a questo però sulla scia
15:06del riavvicinamento tra Trump e Putin, tra questa chiamata che c'è stata tra i due leader e quindi
15:13tra incontri negoziati e via dicendo, ci sono i grandi attori dell'economia che ovviamente non
15:19possono restare fermi, non vogliono arrivare secondi e vorrebbero appunto riesplorare il
15:25contesto russo, il contesto russo che però nel frattempo si è svuotato in parte di player
15:32occidentali, ma ha colto a braccio aperte nuovi player cinesi, quindi chiunque poi vorrà tornare
15:40in Russia, chi tornerà in Russia, chi un domani tornerà a fare affari lì, all'ombra del cremlino,
15:47si troverà a dividere il mercato, a dividere settori più o meno rilevanti con aziende, con
15:56colossi cinesi che loro si hanno veramente quasi conquistato intere fette in settori rilevanti,
16:05pensiamo ad esempio all'automotive, i brand cinesi hanno riempito il vuoto lasciato dai
16:12marchi occidentali per esempio. Abbiamo accennato prima all'Europa e potrebbe essere stritolata
16:22economicamente da tutti questi assi che si stanno componendo un po', così sembra un po' la vittima
16:30disegnata. Il rischio è enorme, non solo per tutte queste convergenze di fatti che da qualunque
16:40prospettiva le si guardino, sembrano inserire l'Europa sempre nella griglia più pericolosa,
16:48cioè nel gruppo di chi rischia di più. C'è anche poi un altro aspetto, bisogna considerare i Dazi,
16:54ci sarà una guerra dei Dazi mossa dagli Stati Uniti, questi Dazi prima arriveranno e poi saranno
17:01sempre più alti con il passare del tempo e poi bisogna anche sottolineare un altro aspetto. Gli
17:08Stati Uniti in politica estera hanno sempre, diciamo così, designato o comunque individuato
17:14una sorta di rivale, di nemico. Quale sarà il rivale degli Stati Uniti di Trump? Resta l'Iran
17:23e quindi resta appunto il discorso mediorientale, ma resta da capire tutto questo quanto avvantaggerebbe
17:31Washington in un ipotetico ordine globale futuro. C'è la Cina, però abbiamo detto prima l'economia
17:38statunitense continua a essere attratta dal mercato cinese, quindi qui resta complicato.
17:45Se con la Russia le due parti dovessero trovare accordi e fare negoziati, anche la Russia
17:50difficilmente sarebbe il nuovo nemico degli Stati Uniti. Resta l'Europa, l'Europa potrebbe diventare
17:57il nuovo nemico americano. Certo Washington non andrebbe a muovere una guerra con missili e
18:02cannoni contro Bruxelles, ma in tal caso lo farebbe in ambito economico e quello sarebbe
18:07veramente problematico. Sarebbe un ulteriore colpo basso ai piani di un'Europa che di per sé
18:13è già frammentata e che rischierebbe poi di andare definitivamente in mille pezzi.
18:18Hai fatto anche un approfondimento sulla Polonia, che è uno stato magari a cui uno non potrebbe
18:28pensare, ma che invece sta crescendo molto. Sì, nel contesto a cui accennavo abbiamo
18:35un'Europa che si sta frammentando in una situazione, in un contesto di caos più o
18:41meno generale e ci sono dei paesi che in passato contavano poco, comunque erano relegati in
18:47secondo piano o addirittura, come nel caso sempre della Polonia, venivano additati da
18:52Bruxelles per non essere propriamente democrazie o addirittura per ledere alcuni diritti, ad
19:01esempio nel campo della Polonia c'era tutto un discorso relativo ai diritti delle
19:05minoranze e anche diritti in campo LGBT e via dicendo. Tutto questo sembra appartenere
19:14al passato, perché la guerra in Ucraina ha trasformato la Polonia in un ariete della
19:21NATO, in un baluardo dell'Alleanza Atlantica, situato proprio sul lato orientale del continente
19:28e quindi tutto questo ha dato a Varsavia nuova verve, nuova importanza strategica e il governo
19:35polacco ne ha approfittato, ovvero ha fatto sì che il suo esercito continuasse a rafforzarsi,
19:42tant'è vero che nelle ultime settimane ci sono stati degli accordi rilevanti tra la
19:48Polonia e diverse aziende della difesa sudcoreane per il trasferimento e l'invio di nuovi mezzi
19:56militari e nuovi armamenti. Oltre a tutto questo dobbiamo considerare i vari accordi
20:03che ci sono con la NATO, con gli Stati Uniti, la Polonia sarebbe inoltre ben felice di accogliere
20:09eventuali militari statunitensi che dovessero spostarsi dalla Germania o da altri paesi
20:14europei sul proprio territorio, in più c'è anche il lato economico. La Polonia ha adottato
20:20delle politiche economiche fiscali che hanno consentito a diverse aziende di andare lì
20:27a investire sul territorio, cioè c'è stata una calamita molto importante, una trazione
20:32veramente di primo livello, pensiamo ancora una volta all'automotive ma non solo, il risultato
20:38è che oggi la Polonia si è prenotata per un posto in prima fila nell'Unione Europea,
20:43mentre ognuno fa il proprio conto, anche la Polonia fa il proprio cercando di ottenere
20:53sempre più spazio in margine d'azione e i risultati e i numeri lo stanno dimostrando.
20:58È uscito oggi Federico un tuo nuovo libro, eccolo qua, Pyeongyang, ambizioni e quotidianità
21:10della città proibita dei Kim, sei stato uno dei pochi anche proprio a visitarla,
21:16che cosa viene fuori da questo tuo libro? Il libro riguarda sostanzialmente Pyeongyang,
21:25la capitale della Corea del Nord, la vetrina prediletta del paese, di uno dei paesi più chiusi,
21:33più sconosciuti, più banalizzati allo stesso tempo al mondo e quindi in questo reportage
21:40ho cercato di ricostruire pezzo per pezzo quella che è, o quella che è vicina più possibile alla
21:48quotidianità dei nordcoreani, nella capitale appunto della Corea del Nord. Tant'è vero che
21:56la Corea del Nord poi oggi è sempre meno un corpo estraneo alla nostra quotidianità, perché abbiamo
22:04visto delle truppe nordcoreane che sono attive e operative sul fronte della guerra in Ucraina,
22:09quindi diciamo così, il fronte è caldissimo. Pyeongyang resta ancora blindata, chiusa negli
22:18ultimi tempi, c'era stata una timida apertura da parte delle autorità nordcoreane per far tornare
22:25turisti all'interno del paese, in realtà la maggior parte di questi viaggiatori sono stati
22:30fatti confluire a Rason, una città nell'estremo nord o in altre località lontane dal cuore del
22:37paese che ancora oggi è off-limits, se non per viaggiatori russi e businessman cinesi. Per il
22:45momento è ancora tutto chiuso, io sono stato uno degli ultimi ad arrivare appunto a viaggiare
22:52all'interno del paese prima della pandemia, poi da quel momento tutto è cambiato, attraverso poi
22:57vari contatti anche in loco e numerose appunto ricerche e studi, ho cercato appunto di raccontare
23:05anche il nuovo volto di Pyeongyang, una Pyeongyang diversa, una Pyeongyang più russian friendly che
23:11non chinese friendly, anche perché mentre in passato era la Cina la grande amica della Corea
23:17del Nord, oggi questo ruolo è preso dalla Russia di Putin e quindi nel paese si sono moltiplicate
23:24le foto di Kim e Putin o anche negozi che vendono prodotti russi, sono invece spariti da Pyeongyang
23:32tutti i monumenti, tutti i riferimenti alla riunificazione con la Corea del Sud, perché
23:37la tensione è altissima, perché Kim ha deciso che non bisogna più riunirsi, che la Corea del
23:44Nord deve camminare con le proprie gambe, lo sta facendo, ha lacciato i rapporti in maniera
23:49strettissima con la Russia, continua e continuerà ad avere rapporti intensi con la Cina e poi chissà
23:56vedremo quello che succederà con Trump che potrebbe nel corso del suo mandato rincontrare
24:02nuovamente Kim per la quarta volta e chissà magari tentare un negoziato anche con lui dopo
24:09averlo fatto con Putin e con Xi Jinping. Quindi oggi possiamo dire totalmente off limits, uno che
24:18volesse visitarlo non può farlo? A livello turistico assolutamente no, soprattutto se questa
24:25persona è un europeo, un occidentale, non si entra. C'era stata una finestrella di tre settimane
24:33per poter visitare, fare dei tour guidati appunto lontano da Pyeongyang, ma questa finestrella si è
24:41richiusa. Adesso stanno discutendo sempre un po' di riaprire perché ci sarà un importante
24:46maratona a Pyeongyang, quindi non si capisce ancora bene se potranno andare anche alcuni,
24:52per così dire, amici occidentali o se invece bisognerà riparlarne più avanti. Certo è che
24:59oggi la Corea del Nord non ha per così dire interesse o piacere ad accogliere il grosso
25:09del turismo occidentale, se non probabilmente uomini d'affari, persone magari parlo sempre a
25:17livello cinese, sempre interessati a fare affari lì, anche perché poi c'è la spada di Damocle
25:22delle sanzioni, quindi vai a fare business in Corea, però ci sono comunque le sanzioni e al
25:27momento gli unici che possono infischiarsene sono cinesi e russi. A livello turistico chi c'è stato
25:35racconta di una Corea del Nord quasi completamente russa in ambito turistico. In passato il paese
25:43veniva visto come una sorta di Svizzera cinese, cioè una sorta di località amena in cui trascorrere
25:50settimane estive lontane dalla calura di Pechino, di Shanghai, eccetera. Oggi invece c'è una inversione
25:58di tendenza che segue la nuova alleanza tra Kim e Putin, quindi è una Corea del Nord attrazione
26:07russa, in parte con alcune scaglie cinesi che stanno gradualmente riemergendo. Vedremo quanto
26:13spazio verrà dato al turismo occidentale, che comunque continuerà e dovrebbe continuare a
26:20essere una sorta di occasione che Pyongyang vorrà sfruttare per mettere da parte soldi e risorse
26:31importanti. Il turismo comunque è sempre stato irrisorio, ma per quei pochi viaggiatori che
26:37desideravano capire cosa succedesse oltre il 38esimo parallelo, i denari derivanti da quei
26:46viaggi facevano comodo al governo nordcoreano e faranno comodo anche in futuro. C'è però la
26:55tensione geopolitica molto alta che non convince ancora del tutto il governo a riaprire a 360 gradi,
27:05quindi vedremo quando è che ci sarà questa apertura definitiva, se mai dovesse esserci,
27:12o se ci sarà solo un'apertura limitata a pochi, tra virgolette, fortunati.
27:16Chiudiamo sui chip, i semiconduttori, se ne parla un po' meno almeno rispetto a prima,
27:24è una crisi che continua, quali sono i paesi più attivi anche nel volerseli
27:31tenere o quantomeno cederli magari solo a determinate condizioni?
27:36Il paese numero uno è senza un grande dubbio Taiwan e qui bisogna fare un discorso anche
27:42relativo all'avvento di Trump, perché l'azienda di chip e semiconduttori più importante del
27:49pianeta, TSMC, è taiwanese, ha sempre rappresentato questa azienda il manico dello scudo di silicio
27:57che ha fin qui consentito all'isola di resistere di fronte a pressioni, a eventuali idee offensive
28:07o belliche da parte della Cina. In futuro tutto questo potrebbe cambiare perché Trump ha ventilato
28:13più volte l'ipotesi di mettere dazi anche su prodotti, su chip taiwanesi. Gli altri dirigenti
28:21dell'azienda sono volati negli Stati Uniti per cercare di capire cosa fare, per evitare di finire
28:27nell'occhio del ciclone tra le opzioni, incrementare gli investimenti negli Stati Uniti. Questo vuol
28:32dire smantellare gradualmente parte delle attività di TSMC da Taiwan fino a portarle negli Stati Uniti,
28:41ma tutto questo appunto a un costo geopolitico rilevante, cioè ridurre Taiwan a non avere più
28:48alcuno scudo di silicio. Quindi questo è un punto. Per quanto riguarda altri attori rilevanti resto
28:53sempre in Asia perché cito Giappone e Corea del Sud. In Corea del Sud sappiamo ci sono già attori
28:59rilevanti, uno su tutti Samsung, che continua a sviluppare chip avanzati. Cito poi il Giappone,
29:08il Giappone ha messo in atto un piano per tornare a essere una potenza di semiconduttori come lo era
29:15prima dell'esplosione, dello scoppio della bolla economica, quindi anni 80, fine anni 80, inizio
29:22anni 90. Oggi Giappone ha pochi comunque sia attori rilevanti, ma spera di riunire i propri
29:32colossi Zaibatsu, i propri colossi operativi all'interno del paese, per cercare di dare
29:40una sterzata e cercare magari di costruire una sorta di triangolo dei chip insieme a Corea del
29:47Sud e Stati Uniti, alternativo a Taiwan nel caso in cui l'isola dovesse essere o sacrificata da
29:52Trump, quindi lasciata in balia delle emire cinesi o chissà per via dei tazzi. Ed anche
30:02questo vedremo che evoluzione avrà. Io ringrazio molto Federico per essere stato con noi, ci
30:08vediamo il mese prossimo, buon pomeriggio. Buon pomeriggio a tutti, arrivederci.

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