https://www.pupia.tv - De Luca - I Giovani del Sud e il Mare Nostrum. Mediterraneo come opportunità
Vi ripropongo il mio intervento di questa sera ad Amalfi a conclusione dell’evento organizzato dalla Fondazione Magna Carta e dal suo presidente, il prof. Gaetano Quagliariello, che ringrazio per l’invito. È stata l’occasione per riflettere e confrontarsi sulle questioni che riguardano i rapporti tra l’Italia e i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo e le prospettive future in relazione agli equilibri internazionali nel mondo che cambia. (29.03.25)
La playlist di Vincenzo De Luca: https://www.pupia.tv/playlist/Vincenzo-de-Luca
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Vi ripropongo il mio intervento di questa sera ad Amalfi a conclusione dell’evento organizzato dalla Fondazione Magna Carta e dal suo presidente, il prof. Gaetano Quagliariello, che ringrazio per l’invito. È stata l’occasione per riflettere e confrontarsi sulle questioni che riguardano i rapporti tra l’Italia e i Paesi della sponda Sud del Mediterraneo e le prospettive future in relazione agli equilibri internazionali nel mondo che cambia. (29.03.25)
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NovitàTrascrizione
00:00Grazie, grazie a tutti, grazie per l'invito, grazie a Professor Guagnariello perché ci
00:07offre l'opportunità di riflettere su qualche tematica di respiro. Se dovessi ragionare
00:16sulla qualità delle classi dirigenti del nostro Paese, io dovrei tagliarmi le vene
00:22perché siamo alla disperazione complessivamente, una classe dirigente talmente improbabile,
00:31talmente povera, talmente culturalmente disattrezzata, che veramente ci sarebbe a disperare. E tuttavia,
00:44siccome, come dicevamo o no, il destino non è mai scritto, finché non si compie dobbiamo
00:51guardare comunque con fiducia a quello che abbiamo davanti, il presupposto è capire la
00:58realtà che abbiamo davanti. Ci troviamo di fronte a un mondo destrutturato, è cambiato tutto,
01:05è cambiato tutto. E' l'unico merito che va riconosciuto a Trump, ha messo a nudo la realtà
01:18di questo mondo che è cambiato, è cambiato tutto. Le grandi istituzioni internazionali
01:27sono completamente svuotate di poteri e di valore. Il mondo attuale è uscito da Auschwitz,
01:37dal secondo conflitto mondiale, facendo dei passi in avanti sulla civilizzazione umana,
01:44alle Nazioni Unite, la dichiarazione del 48 sui diritti dell'uomo e poi le affermazioni
01:52dell'Unione Europea, la Corte Internazionale di Giustizia. C'è stato un periodo nel quale
01:57si era creato in Europa, nel mondo, un clima di grande consapevolezza e la volontà di dire
02:06mai più, mai più, perché avevamo visto le porte aperte di Auschwitz, mai più. Si sono costruite
02:18istituzioni internazionali che oggi non hanno più nessun valore. Rimane sullo sfondo un equilibrio
02:28di potere generale che è comunque quello venuto fuori dopo il secondo conflitto mondiale. Parlo
02:36un po' da lontano per arrivare poi ai problemi che ci riguardano, l'Africa, i rapporti Piano
02:41Mattei e quant'altro. Nella vicenda dell'Ucraina, io sono fra quelli che ritengono che il modo in
02:49cui abbiamo affrontato il problema dell'Ucraina sia stato per l'Uccidente e per l'Europa la prova
02:55più grande di idiozia politica, di stupidità e di irresponsabilità. Per tre anni ho sentito dire
03:06che dovevamo puntare alla vittoria. Va ricordato che il mondo attuale è fondato su un equilibrio
03:15di potenze risultante dalla seconda guerra mondiale. Perché la Francia e la Gran Bretagna
03:24hanno un seggio nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e la Germania no, e il Giappone no,
03:33che contano più della Francia e della Gran Bretagna perché hanno perduto la guerra. E i
03:40vincitori della guerra hanno nomi precisi, oltre i nomi di questi due paesi europei, il nome degli
03:49Stati Uniti d'America che ha vinto la guerra e il nome della Russia che ha contribuito ancora
03:58di più a sconfiggere il nazifascismo rimettendoci 28 milioni di morti. Quell'epilibrio presuppone
04:14un elemento di realismo politico. Queste potenze hanno come obiettivo principale la difesa della
04:22propria sicurezza nazionale. Se non capiamo questo, non capiamo niente. Può piacere o non
04:32piacere. Il punto di partenza per ragionare di politica internazionale è questo. Rispetto al
04:42dopoguerra, agli anni della guerra fredda, ci sono grandi novità. La Cina, interi continenti
04:48sono emancipati, sono diventate grandi potenze. Non a caso la Cina è entrata nel Consiglio di
04:53Sicurezza. Ma il punto di partenza è l'interesse alla sicurezza nazionale di queste potenze.
05:02Questa cosa vale per gli Stati Uniti d'America che nel 1963, quando l'Unione Sovietica di allora
05:11mette i missili a Cuba, con Kennedy fra il blocco navale e dice a Khrushchev o togli i missili o è
05:20guerra. Il mondo è arrivato sull'orlo della guerra nucleare. L'Unione Sovietica ha dovuto
05:30togliere i missili. Perché? Perché era impensabile che gli Stati Uniti accettassero di avere missili
05:38nucleari a cinque minuti di distanza da New York e da Washington. Si capisce. Secondo lo schema
05:49che noi utilizziamo per l'Ucraina, quello degli Stati Uniti è stato un atto di prepotenza. Cuba
05:56è un paese libero, può decidere di fare quello che vuole o no. Che stiamo dicendo per l'Ucraina?
06:02L'Ucraina è un paese libero. La Nato? La Nato. I missili? I missili. Non è così. Perché così
06:10andiamo alla guerra nucleare. Dunque gli Stati Uniti ci hanno cominciato a dire guardate che c'è
06:17un tema, la sicurezza nazionale del nostro paese. È l'unico punto su cui non si discute. Giustamente.
06:28La Russia ha la stessa impostazione. Per la Russia il punto di partenza è la sua sicurezza
06:40nazionale. Io sono politicamente scorretto. Il punto di partenza sulla vicenda dell'Ucraina
06:47non è la sicurezza dell'Ucraina, è la sicurezza della Russia. Così come nel 63 il punto di
06:55partenza non è la sicurezza di Cuba, è la sicurezza degli Stati Uniti. Così si ragiona. Ma purtroppo
07:02noi abbiamo classi dirigenti in Europa che sono penose e abbiamo avuto alla direzione della Nato
07:08un esempio di stupidità e di ottosità politica difficile da trovare. Che cosa voglio dire e
07:16finisco su questo. C'è un libro che ha pubblicato Odi Freddi che parla delle malattie dell'Occidente,
07:30contiene delle cartine molto significative e c'è una cartina dell'Europa che fa vedere l'Europa
07:38dopo la caduta del muro in Berlino e l'Europa del 2025. Nella cartina dell'89 tutta l'Europa,
07:55tranne ovviamente Germania e Italia, faceva parte del patto di Varsavia che era stato sciolto,
08:05ma la Nato era insediata in Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania. Nel giro di vent'anni
08:14quella cartina è diventata blu, cioè la Nato ha esteso i propri confini lungo tutto il confine
08:24occidentale della Russia. È impressionante. Ma si poteva essere più stupidi politicamente.
08:33Nell'89 i due Stati Uniti e Russia avevano concordato ovviamente di utilizzare lo scioglimento
08:45del patto di Varsavia per avviare politiche di distensione. C'era un'intesa, non un patto
08:51siglato, che prevedeva il non allargamento della Nato ai paesi orientali. È chiaro che
08:58bisognava avere una fascia di neutralità. Ma si poteva immaginare che la Russia accettasse
09:05di avere tutto il confine occidentale occupato da paesi della Nato. Questa è la realtà di oggi.
09:14Dunque quel conflitto è innanzitutto figlio dell'ottosità politica dell'Occidente. Il
09:21risultato finale di questa grande e geniale operazione è qual è? Che abbiamo regalato
09:27la Russia alla Cina. Dopo i primi momenti dell'invasione dell'Ucraina si stavano cacciando
09:36dai teatri italiani e gli artisti russi. Un soprano importante, Netrebko, bravissima,
09:46non poteva più esibirsi alla scala, ha dovuto annullare dei concerti. Cioè abbiamo concepito
09:56che la Russia non ha mai conosciuto la democrazia, mai. Non è cito meno meravigliare che c'è Putin,
10:04ma quando mai l'ha conosciuta la democrazia di Westminster? Ha la sua storia. Ma è Europa,
10:13è Europa, la Russia. E Dostoevsky, e Talstoy, e il grande teatro, il grande... ma come si fa a non
10:22capire questo? Avremmo dovuto tenere la Russia incatenata all'Europa. Invece abbiamo puntato alla
10:30vittoria. Finisco con questo esempio. Avete visto quello che è successo in Libia? La Libia è poca
10:36cosa, sono pochi milioni di abitanti. Eppure c'è una tale proliferazione di tribù che, dopo la
10:44caduta di Gheddafi, è venuta la fine del mondo. Mica siamo riusciti in Libia ad avere un governo
10:51democratico, un Parlamento democratico, che elegge il suo governo in grande tranquillità. È venuta la
10:57fine del mondo. Dovremmo dire agli imbecilli dell'Occidente, provate a immaginare che cosa
11:04succede per il mondo se crolla questa Russia. Ma siccome sono degli analfabeti, non hanno proprio
11:14idea di che cosa è la Russia. La Russia è un mondo. Tutta la fascia meridionale della Russia
11:20vede estremismi islamici, componenti etniche. Viene la fine del mondo se crolla. Ma chi governa
11:30questo mondo? Avremmo, in caso di crollo della Russia, non democratica, ma di crollo della Russia,
11:39avremmo la disgregazione totale e l'esplosione del mondo intero, perché avremmo un'esplosione
11:46di terrorismi, di integralismi, di nazionalismi, ingovernabile da parte di chiunque. Il mondo
11:57destrutturato è destrutturato anche perché l'Occidente ha immaginato di poter affermare
12:03il diritto ineguale. Che cosa abbiamo detto per la guerra in Ucraina? Abbiamo detto che
12:10ogni paese deve vedere difesa la propria autonomia e bisogna affermare il diritto
12:16internazionale violato dalla Russia. Il mio schema di ragionamento è questo. Putin è colpevole,
12:23ma l'Occidente non è innocente. Bene, se vuoi adottare questo schema devi avere la
12:33legittimità morale per adottare questo schema. Noi combattiamo in Ucraina perché è stato
12:41violato il diritto internazionale, perché sono violate le ordinanze, le risoluzioni delle Nazioni
12:48Unite. Facciamo l'esempio di tutti i casi nei quali l'Occidente ha violato tranquillamente il
12:57diritto internazionale e ha fatto invasioni militari senza autorizzazione delle Nazioni
13:02Unite. Abbiamo cominciato in Europa, abbiamo cominciato con il bombardamento di Belgrado,
13:07abbiamo cominciato con Srebrenica, poi è arrivata la Libia dove siamo andati a fare
13:15l'invasione perché i francesi e gli americani avevano deciso così. Poi abbiamo invaso la seconda
13:20volta l'Iraq inventandoci le armi di distruzione di massa. Invadiamo l'Iraq, 200.000 morti. Poi
13:30invadiamo l'Afghanistan senza autorizzazione internazionale perché il terrorismo. Bene,
13:36venti anni di occupazione militare, poi se ne scappa l'Occidente condannando a morte quelli
13:42che avevano creduto al processo democratico. Le donne stanno peggio di prima? Dovevamo esportare
13:49la democrazia in un paese che fermò 2.000 anni fa dove governano i capi tribù. Jacques Attali
13:57ha detto in un suo libro «Noi chiediamo agli altri paesi quello che all'Europa non è stato mai
14:03chiesto». Il diritto ineguale, che è quello per cui i tre quarti del mondo, alle Nazioni Unite,
14:13hanno votato contro le sanzioni alla Russia e hanno una posizione diversa da quella dell'Occidente.
14:21L'Occidente si presenta ancora oggi come espressione di una superiorità morale che
14:29non ha. Ogni paese, ogni continente ha un'identità che è figlia della sua storia. L'Occidente,
14:44l'Europa, non è soltanto la democrazia di Atene, il diritto romano, Dante, Machiavelli, Shakespeare,
14:55Cervantes, Galileo e Newton, Einstein. L'Europa è anche le crociate e i massacri conseguenti.
15:08L'Europa è l'inquisizione, l'Europa è il colonialismo, l'Europa sono quelli che vendevano
15:17gli schiavi africani per portarli in America. L'Europa sono i gulag e sono i lager,
15:26per tutto il resto del mondo, l'Europa, l'Occidente, è tutto questo. E la cosa incredibile è che
15:37l'unico che l'aveva capito fino in fondo era quel vecchio quasi moribondo vestito di bianco che vive
15:44a Roma, che aveva fatto la cosa politicamente più intelligente secondo me di questo inizio secolo,
15:52aveva firmato con il gran mufti del Cairo, la principale autorità islamica, un documento
16:00congiunto sull'affermazione dei valori umani, non delle questioni istituzionali, la democrazia,
16:09le autarchie e le scemenze, sui valori umani. Quella era la linea da seguire. Parlare con quel
16:20mondo islamico per dire lasciamo perdere le costruzioni istituzionali, difendiamo i valori
16:28umani fondamentali, il rifiuto della violenza, il diritto delle donne all'istruzione, al lavoro,
16:35il diritto alla salute, il rifiuto della violenza, il rifiuto dell'estremismo armato in nome della
16:42religione, un documento straordinario che è caduto assolutamente nel vuoto. Allora noi abbiamo
16:53un piccolo vantaggio, come avete detto voi, io voglio adoperare lo schema che veniva proposto
16:58quando lei ci richiamava a un discorso di verità e anche di realismo. Noi sicuramente abbiamo un
17:06vantaggio come Italia, veniamo percepiti come, nonostante tutto, un paese più tollerante,
17:15più rispettoso rispetto a quelli che sfruttavano interi continenti, che organizzavano lo schiavismo,
17:22a parte un po' di porcheria che abbiamo fatto noi in Etiopia, in Libia e ne abbiamo fatte pure noi,
17:29ma a parte questo veniamo considerati come un popolo tutto sommato più rispettoso,
17:38più sensibile a valori umani. Noi dobbiamo sfruttare questa nostra immagine, senza esagerarla
17:45ovviamente, alla fine poi conteranno i fatti, ma sicuramente abbiamo una possibilità di dialogo
17:52che non hanno né gli inglesi né i francesi né gli americani. Questa è una carta da giocare.
17:59Veniva detto, facciamo un discorso di verità perché l'Africa è un paese complicato e anche
18:07qui dobbiamo dirci quello che è, in larga misura l'Africa è un paese inaffidabile,
18:14per le sue classi dirigenti, per l'esplosione degli estremismi e dei fondamentalismi religiosi,
18:21per la corruzione delle sue classi dirigenti. Non è una situazione pacificata. Allora le prime
18:34due cose che vorrei dire sono queste, se dobbiamo avviare un ragionamento verso l'Africa, primo
18:42dobbiamo trovare forme, diceva Enzo Boccia, di cointeresse economico. Noi di fronte a questi
18:54problemi non possiamo rispondere con le armi, ma dobbiamo cointeressare una parte della società,
19:03il mondo imprenditoriale, una borghesia non fortissima ma che c'è in alcuni paesi dell'Africa,
19:10per coinvolgerla in un sistema di interessi. Investiamo a metà, facciamo un joint venture
19:17con gli imprenditori del posto, questo ci garantisce più delle armi. Secondo dobbiamo
19:26avere una posizione realistica, cioè non possiamo immaginare di avere il rapporto con l'Africa,
19:32no, scegliamo alcuni punti sui quali concentrare la nostra attenzione. Avremmo dovuto fare di più
19:40rispetto alla Tunisia. La Tunisia nel momento delle Primavere Arabbe è stato l'unico paese
19:47nel quale si è dato vita ad una Costituzione di tipo europeo, rifletteva un po' di cultura
19:56francese, garantiva la libertà delle donne, garantiva un sistema istituzionale aperto
20:04al pluralismo, è stato l'unica Costituzione democratica di tutta l'Africa settentrionale.
20:12Abbiamo fatto morire anche quell'esperienza. Alla fine le Primavere Arabbe sono finite tutte
20:19quante in dittature peggiori di quelle di prima. Riprendiamo questo ragionamento. Riprendiamo a
20:26parlare con la Tunisia, con l'Egitto, paese di grande tradizione culturale. Abbiamo delle
20:35consonanze anche millenarie. L'Algeria, nonostante l'attuale gruppo dirigente, totalmente filo
20:44russo. Il Marocco. Forse il Senegal, paese di cultura europea. Abbiamo una quantità di
20:57neolaureati, di giovani laureati in Senegal. Cioè noi guardiamo, mi facevano osservare questa cosa
21:05alcuni africani. Dicevo, voi guardate l'Africa come se fosse un mondo uniforme. E mi faceva
21:15questa domanda, ma perché fra un cittadino di Stoccolma e uno di Palermo secondo voi non ci
21:22sono differenze? Qualcuno c'è, diciamo la verità. Non possiamo dire tutto, è un po' diverso. È un
21:33po' come governare Stoccolma o governare la Campania. Non è una passeggiata nei prati fioriti
21:41governare la Campania. Così per l'Africa, non sono tutti uguali i paesi. Per cui hai delle
21:51componenti nazionali, culturali, identitarie completamente diverse. Senegal, Leopold Senghor,
21:58è la poesia, è la cultura francese. Abbiamo giovani scolarizzati. Bene, intensifichiamo i
22:04rapporti con quel paese, con altri nuclei, cioè con molto realismo. Poi dobbiamo fare un'altra
22:13cosa a mio parere, trovare quei punti di collaborazione che coincidono in larga
22:19misura con gli interessi nazionali dell'Italia, dell'Europa. Tema dei migranti, poi vengo agli
22:28investimenti che possiamo fare. Il tema è quello lì, va governato. Ma anche qui parlando un
22:34linguaggio di verità, perché altrimenti avremo nei nostri paesi reazioni che porteranno a spinte
22:43autoritarie. Tutta questa menata che abbiamo fatto per sconfiggere la Russia, i cosacchi alle
22:54porte. Cioè noi abbiamo un paese che dopo tre anni non riesce ad andare avanti più di due
22:59chilometri alla Russia, che ha un prodotto interno nord come quello a Spagna. Migranti,
23:18parliamo chiaro, il rapporto deve essere reciproco. Noi abbiamo bisogno di mano
23:25d'opera, altrimenti siamo morti. Fra dieci anni e quindici anni in Campania perdiamo dieci milioni
23:31di abitanti. L'Italia scende sui 46 milioni di abitanti dai 60 che era qua. C'è una crisi
23:40demografica drammatica. Rischiamo di non avere, Andrea lo ricordo sempre, personale. Abbiamo
23:48bisogno noi di personale qualificato e di mano d'opera di tutti i livelli, dai braccianti in
23:54Sicilia e in Calabria, nella Piana del Sele, ai tecnici, ai ragazzi laureati e scolarizzati.
24:03Hanno bisogno loro di noi. Allora questo è un lavoro di medio periodo da fare, ma prezioso.
24:10Costruiamo uno smosi di classi dirigenti. È una cosa preziosa, decisiva far venire in Italia,
24:20la Partenope, un centinaio, duecento studenti l'anno che si laureano in medicina, in economia,
24:28in ingegneria. Quelli devono diventare la classe dirigente dei paesi di provenienza,
24:33diventano i nostri interlocutori naturali. È un lavoro da fare, prezioso, senza il quale
24:40diventa complicato dialogare con chi dialoga. Sentivo Gozzi, scuole di formazione anche nei
24:51paesi di provenienza, in modo particolare Egitto. È un lavoro prezioso anche quello. Sinceramente,
24:58come Università Campane, Napoli, Salerno, possiamo fare un lavoro davvero straordinario.
25:03Questo lavoro dobbiamo farlo in termini di reciprocità. Poi per gli investimenti.
25:11Lavoriamo su investimenti che coincidono in buona parte con le emergenze nostre. Io credo
25:20che dalla deglobalizzazione l'Italia debba uscire decidendo di darsi tre priorità. L'autonomia
25:32energetica, l'autonomia informatica e l'autonomia idrica. Di questa terza autonomia non parla
25:41nessuno. Ma sentivo lei che raccontava di un lago africano che si è desertificato. Ma noi
25:50abbiamo mezza Italia che va in quella direzione. Ma mica c'è qualcuno che sta pensando di guardare
25:56che dobbiamo garantire da qui a dieci anni l'autonomia idrica dell'Italia. Lo stiamo
26:03facendo in Campania, però non lo dite in giro che siamo l'unica regione che sta investendo
26:083 miliardi di euro per rendere autonoma, dal punto di vista delle forniture potabili,
26:13agricole e industriali, la nostra regione. 3 miliardi di investimenti. Ma dovremmo farlo
26:19come l'Italia. Questo è uno dei campi nei quali possiamo avere un interesse reciproco. Alcuni
26:28decenni fa l'Italia ha inventato il sistema di irrigazione a goccia in agricoltura. Oggi
26:34quel sistema è stato acquisito e sviluppato dagli israeliani. Ci sono aree desertiche che
26:43possono diventare un obiettivo di sviluppo, di aiuto, di recupero per quei paesi con sistemi
26:53e tecnologie che avvantaggiano anche l'Italia. I sistemi di irrigazione, i sistemi di innovazione
27:00in agricoltura, i sistemi di ricerca, di varietà culturali resistenti agli agenti patogeni e al
27:08caldo, alle aggressioni meteorologiche. E' un campo straordinario di collaborazione fra noi
27:16e questi paesi. Si sviluppa la nostra industria, la nostra ricerca, si sviluppano quelle economie,
27:24non il sistema cinese o russo, ma una penetrazione fatta di interesse reciproco. Perché questo ci
27:35garantisce rispetto a possibili sussulti politici di quei paesi. Quando hai un blocco di interessi
27:43che si crea anche lì, ci sentiamo un po' più tranquilli. L'autonomia energetica è una priorità
27:49che dovremmo darci. E qui l'eolico, il fotovoltaico, i cavi che stiamo collocando fra Tunisia e
28:01Sicilia. Qui davvero abbiamo, più ancora che sulla mobilità marittima, una possibilità di vantaggio
28:11per la collocazione geografica dell'Italia. Qui possiamo davvero essere il terminale lab
28:16energetico dell'Europa. Questa è una cosa su cui investire. Perché è una cosa di interesse
28:23reciproco per quei paesi e anche per noi, per l'Europa. L'autonomia informatica. Stiamo
28:35realizzando alla Università di Salerno una Quantum Valley. È l'unica realtà che avremo in Italia e in
28:41Europa a gestione pubblica. Cioè un centro di quantum computing che metteremo a disposizione
28:54il sistema imprenditoriale, anzi prima del Ministero della Difesa e delle aziende nostre. Leonardo,
29:03Fincantieri e altri. Non c'è in Italia, non c'è in Europa un centro di computing quantistica che
29:15sia a gestione pubblica. Noi ovviamente apriremo a gestione, ripeto, soprattutto alle nostre
29:21istituzioni della difesa, ma soprattutto al mondo imprenditoriale. È una struttura che possiamo
29:27mettere a disposizione dei paesi della fascia settentrionale dell'Africa, di quell'imprenditoria.
29:34Possiamo trovare un'integrazione per fornire. Il professore Quaglieriello mi informava perché
29:40vedevo quella traduzione simultanea. Ho detto, bravo questo traduttore. Dice, ma questa è
29:45l'intelligenza artificiale, a esto. L'aveste data a Zelensky quando è andato a parlare con Trump e
29:55si metteva il traduttore, almeno non si impapocchiavano fra di loro. Mai andare oltre
30:02l'inglese di cortesia, cioè almeno quando si tratta fra paese e paese mettiamo sempre il
30:10traduttore in modo che sappiamo dove andiamo a parare. Tutto questo ovviamente richiede una
30:16quantità di investimenti, oltre che una capacità di visione, di progettazione. Mi permettevo di
30:25pensare di unità nazionale. Non voglio mettermi in difficoltà, sono studenti, non li voglio
30:35traviare prima del tempo. Faranno in tempo loro a traviarsi da soli. Però siamo freschi, freschi
30:43di un dibattito acceso che abbiamo avuto su Ventotene. Io mi sono commosso, noi parliamo
30:50ai mondi. Piano Mattei, invece siamo andati a Mattei. Io esprimo il mio apprezzamento per il
30:56Presidente del Consiglio che giustamente ha messo in mora quei quattro malviventi che stavano lì
31:03sull'isola. Quelli che giustamente il fascismo gli aveva fornito un appartamento gratuito in
31:10una località di mare, ridente. Questi sono stati così irriconoscenti da mettersi a parlare contro
31:18il fascismo. Avremmo bisogno di uno spirito di unità nazionale. Da questo punto di vista non
31:26abbiamo imparato molto dalla storia dell'unità d'Italia in poi, ma siamo una democrazia fresca
31:32e dobbiamo stare attenti. Dobbiamo stare attenti perché alcune cose non sono acquisite. Non siamo
31:41nella Francia, nella Gran Bretagna, nella Spagna. Allora l'ultimo problema è la quantità di
31:48investimenti. La Cina ovviamente aveva un problema di vita o di morte e quindi avvarato,
31:53potendolo fare ovviamente perché è un sistema istituzionale per cui si decide la mattina e si
31:59opera, punto, basta. Ma aveva un problema di fame, di sopravvivenza fisica. Quando è partito quel
32:07lavoro avevano un miliardo di abitanti o un miliardo e mezzo, avevano il problema della
32:13fame. In Cina c'è una memoria che non si cancella, è come l'inflazione per i tedeschi. Rimane quasi
32:24nel patrimonio genetico, i debiti per loro, sia perché il debito ha la stessa espressione tedesca
32:32della colpa. Sia perché hanno conosciuto l'inflazione negli anni 30, perché erano alla
32:38fame i cinesi negli anni 30, erano al punto che milioni di esseri umani per sopravvivere dovevano
32:46mangiare le cortecce degli alberi. La fame per loro è la priorità assoluta e dunque ha cominciato
32:52vent'anni fa, trent'anni fa, un'operazione di land grabbing, di accaparramento delle terre. Credo
32:58che la Cina abbia la metà della proprietà del Madagascar, acquistato le proprie terre per
33:05produzioni agricole. E poi ovviamente è la Cina di oggi, ha una disponibilità finanziaria
33:12sconfinata e quindi puoi investire un miliardo di euro, ma ovviamente con quella logica. Ti
33:20creo l'infrastruttura ma poi sono padrone del debito che hai, quindi sono in condizione anche
33:26di ricattarti. Noi che cosa stiamo facendo come Europa? Ci dobbiamo riarmare. Ma non abbiamo le
33:40risorse e in questo contesto il paese che sta peggio è l'Italia e con 3 mila miliardi di euro
33:48di debito pubblico, ma che investimenti vuoi fare? Risultato di tutta questa menata, l'unico
33:56paese che si riarmerà è la Germania. Mille miliardi. Stiamo attenti, noi siamo ancora
34:05generazioni, qualcuna più con i capelli bianchi, qualcun'altra più di media età, ma abbiamo ancora
34:13la memoria della Shoah, delle guerre nucleari. Ma fra due o tre generazioni la memoria di quelle
34:20tragedie si sarà affievolita. Corriamo il rischio di vedere riesplodere in Europa le guerre. Nelle
34:30dichiarazioni che ha fatto Merz non c'era un limite al riarmo nucleare, ha detto la Germania è tornata.
34:38Germania è tornata può significare molto, può significare che non hanno più il vincolo del
34:47debito pubblico, che fanno investimenti per la ripresa economica, che riconvertono l'industria
34:52automobilistica in industria militare, che la Thyssen comunque continua a diventare croupe
34:58di prodotti, ma può significare anche altro ed è l'unico paese d'Europa. Allora queste cose di cui
35:09parliamo richiederanno a un certo punto investimenti, risorse. Allora qui dovremmo
35:16fare una battaglia culturale per dire guardate noi dobbiamo sicuramente difenderci per l'amor di
35:22Dio. Un paese disarmato è un paese che non conta niente, ma intanto cominciamo a distinguere
35:28armamenti di difesa dagli armamenti dei missili che devono raggiungere Mosca. Lasciamoli stare
35:37al balsoio per Costituzione, noi ci dobbiamo difendere. Allora anche qui facciamo una scelta
35:45razionale, scegliamo armamenti di difesa ma soprattutto cose che coincidono con lo sviluppo
35:52economico. Siamo all'avanguardia nell'economia del mare, nell'economia blu, abbiamo fincantieri,
35:58possiamo costruire sommergibili di difesa, droni, nell'industria aeronautica, siamo
36:05all'avanguardia, abbiamo produzioni di componenti di nanosatelliti che diamo alla Nasa. Però
36:15evitiamo di imboccare la strada di un riarmo generalizzato, perché in questo modo fra qualche
36:24anno saremo costretti a contemplare la Cina che dilaga nell'Africa e nel mondo. Ci sarà un punto
36:35nel quale noi dovremmo anche decidere qual è il volume di investimenti che ci possiamo consentire.
36:41Sarebbe auspicabile farlo come Europa, trovare un equilibrio fra gli interessi, cosa un po'
36:49complicata con i francesi, quando sono andati a bombardare a Libia e Gheddafi,
36:56si sono consultati, hanno ritenuto fosse loro diritto naturale. Però questo è un tema ineludibile,
37:05alla fine non potremo penetrare solo con le cose importanti di cui abbiamo parlato,
37:14ma bisognerà pure fare gli investimenti nel campo dell'energia, nel campo dell'agricoltura,
37:19nel campo delle infrastrutture per consolidare questo rapporto. E qui ovviamente dovremmo
37:27risolvere innanzitutto un problema nazionale. Allora, noi dobbiamo augurarci che, quindi
37:35dobbiamo fare un monumento a Quagliariello, che ci sia la formazione di una nuova classe di gente,
37:41di ragazzi appassionati, che arrivino perfino nelle istituzioni, in persone che, non voglio
37:49dire molto, ma almeno che non siano un alfabeto di ritorno, e in qualche caso pure di andata,
37:55in guerra con la grammatica e la sintassia, almeno questo. E poi vediamo, si costruiranno
38:05nell'esperienza di vita, nel rapporto con le altre generazioni. È decisivo formare una
38:12generazione solida. Io quando guardo a quelli di Ventotene, a quelli venuti dopo, veramente c'è
38:24nostalgia per una classe di gente, una grande classe di gente, che ha saputo far rinascere
38:34l'Italia alle macerie del fascismo e della guerra, che aveva il senso umano della lotta
38:44politica. Questi di oggi sono dei barbari, dei piccoli miserabili. Senso umano. C'erano
38:52anche scontri, perfino ideologici, tutti gli anni 50-60, ma c'era il senso del limite. E
39:02c'era un sentimento di patria vero, non propagandistico demagogico, un sentimento
39:11di patria. E c'era gente che poi veniva dall'esilio, dalle carceri, che aveva conosciuto la guerra,
39:20ma che comunque aveva conosciuto la fame, la povertà, e che aveva cultura, capacità di
39:31inventarsi il futuro, di riflettere sulle cose di fondo della vita, oltre che della politica.
39:36Ecco, vorrei augurarmi che da questo lavoro prezioso che viene fatto, anche da questi
39:44incontri, possono perfino dare qualche suggestione a qualche ragazza, a qualche ragazzo, possa
39:52emergere una classe dirigente meno stanca, meno povera, meno distratta, meno in questo caso più
40:03strutturata di quella di cui abbiamo la fortuna di godere in questo momento nel nostro Paese.
40:10Grazie ancora per questa occasione.