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ROMA (ITALPRESS) - Come difendere l'Europa e da cosa difenderla? Putin rappresenta realmente una minaccia per il vecchio continente e per la Nato nel breve periodo? E come si concilia questa eventuale minaccia con i bilanci già sofferenti degli Stati? Nella nuova puntata della rubrica dell'Italpress Realpolitik l'ambasciatore Giampiero Massolo ci aiuta a comprendere quali sono le nuove sfide dell'Unione Europea nel futuro prevedibile.
abr/mrv

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Trascrizione
00:00Come difendere l'Europa? Ma intanto da cosa difendere l'Europa? Devo dire che le intelligence
00:11occidentali stimano in 3-5 anni il tempo che occorrerà a Putin per riarmarsi, far ristorare
00:21il proprio esercito, i propri mezzi militari e tornare a diventare minaccioso. Indubbiamente
00:28dopo la Georgia, dopo la Crimea, dopo l'invasione dell'Ucraina, sono precedenti che non fanno
00:36molto ben sperare sulle intenzioni di Putin. E poi non ci sono soltanto le aggressioni
00:42in armi, ci sono le provocazioni, c'è il desiderio ricorrente di testare, di mettere
00:48alla prova le capacità di reazione della Nato e la Nato in questo momento rischia di
00:54trovarsi indebolita da un non perfetto convincimento degli americani di dover continuare a essere
01:02presenti sul territorio europeo. E dunque tutto questo fa sì che l'Europa deve acquisire
01:10una propria autonoma capacità di deterrenza, una propria autonoma capacità di difesa rafforzata.
01:18Entendiamoci, nel futuro prevedibile non possiamo fare a meno degli americani e quindi
01:23questo rafforzamento non deve mirare ad una insostenibile allo stato delle cose indipendenza
01:31strategica ma sicuramente ad un rafforzamento della nostra difesa. Questa difesa non essendo
01:38la difesa e la sicurezza una competenza dell'Unione Europea ma rimanendo una competenza degli
01:45stati può essere a livello europeo raggiunta attraverso un migliore coordinamento delle
01:52politiche di procurement e quindi degli appalti, un rafforzamento della base produttiva, la
01:58ricerca di fonti di finanziamento che non espongano troppo gli stati più vulnerabili
02:06a doversi indebitare in maniera eccessiva e a tassi eccessivi. Tutto questo è l'essenza
02:12del piano van der Leyen che è quello di ripreparare l'Europa o preparare l'Europa a questo tipo
02:19di scadenza. Poi ci sono le collaborazioni intergovernative, queste collaborazioni riguardano
02:26paesi europei in parte con finanziamenti europei ma riguardano anche paesi che dell'Europa
02:32membri non sono ma che hanno una rilevante capacità militare come il Regno Unito, come
02:37la Norvegia, come un giorno la Turchia e a tutto questo bisogna lanciare un dibattito
02:43su quello che è veramente alla base della deterrenza ed è il nucleare. Il nucleare
02:49che è in questo momento possesso di un unico paese membro dell'Unione che è la Francia
02:54e di un paese che è membro dell'Unione non è che è il Regno Unito. Questo sarà
02:59il dibattito del domani, ma intanto spazio alle collaborazioni intergovernative, spazio
03:07alle fonti di finanziamento europee che rendano competitivi e difendibili anche paesi come
03:13il nostro che hanno meno spazio in bilancio e dunque spazio anche alle collaborazioni
03:19fra i governi e i privati.

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