Il 27 marzo esce nelle sale Le assaggiatrici di Silvio Soldini, tratto dal romanzo di Rosella Postorino. Ispirato alla vicenda di Margot Wolk, che alla fine della sua vita ha confessato di essere stata da giovane un'assaggiatrice di Hitler, il romanzo racconta la storia di Rosa Sauer, costretta assieme ad altre nove donne a mangiare i pasti destinati al Fuhrer.
Ogni giorno, per tre volte al giorno, è obbligata a sfiorare la morte per accertarsi che quel cibo non sia avvelenato. In un clima di coercizione, queste dieci donne diventano amiche e rivali, si alleano e si tradiscono, hanno paura e si innamorano, e nonostante tutto non smettono di desiderare, perché desiderare significa restare umani. L'intervista al regista, Silvio Soldini.
(servizio di Nicola Roumeliotis)
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Ogni giorno, per tre volte al giorno, è obbligata a sfiorare la morte per accertarsi che quel cibo non sia avvelenato. In un clima di coercizione, queste dieci donne diventano amiche e rivali, si alleano e si tradiscono, hanno paura e si innamorano, e nonostante tutto non smettono di desiderare, perché desiderare significa restare umani. L'intervista al regista, Silvio Soldini.
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00:00Quando ho letto il romanzo di Rosella Postorino la cosa che mi ha colpito di più è proprio
00:06quello che queste donne erano costrette a fare, perché detta in tre parole è praticamente
00:12una roulette russa, tu mangi qualcosa e un giorno potrebbe essere che è il tuo turno
00:18per rimanerci secco o comunque avvelenato, questa è la cosa diciamo che quando leggi
00:25il libro ti sconvolge e ti stupisce di più, è la seconda volta che mi succede che un
00:31romanzo tra l'altro scritto da una donna mi trasporta a scrivere un film in una ambientazione
00:41diversa da quella attuale e in una lingua diversa dalla mia che non conosco, quindi
00:48mi sono ritrovato comunque a prendere questa decisione perché mi sembrava l'unica lingua
00:52in cui si poteva girare un film del genere, il nazismo per quanto mi riguarda io credo
00:58che sia un po' il palcoscenico su cui avviene questa storia, questo film potrebbe essere
01:03anche un film distopico e potrebbe essere raccontare di una dittatura o comunque di
01:07un momento oppressivo un po' come quello che speriamo non avvenga sempre di più in
01:12questo momento tra vent'anni, quello che mi interessava era cercare di raccontare la
01:19violenza, la dittatura, la guerra senza vederla, quindi senza raccontare gli uomini ma raccontando
01:26le donne che sono quelle che poi la subiscono di più.