• l’altro ieri
Trascrizione
00:00Cessione di Dan Erickson, due stagioni su Apple TV.
00:25È diventata silenziosamente, senza preavviso, grazie soprattutto alla seconda stagione una
00:34serie di culto del tipo che negli USA viene chiamato Mystery Box. Nel momento in cui apri
00:40una scatola scopri che c'è un'altra dentro ancora più misteriosa. Chi è rimasto incollato
00:46a seguire senza capire bene di cosa si trattasse serie come Twin Peaks o Lost o anche The Servant
00:52sa di cosa stiamo parlando. È uno spettacolo che si è gradualmente evoluto da un inquietante
00:57pezzo di cronaca a un avvincente giallo fantascientifico che ha funzionato anche
01:02come parabola per la nostra paranoia post-covid, come ha scritto Andrew Mayle su Time. La prima
01:09cosa che i nostri occhi incontrano è la maniaca attenzione ai colori, freddi blu, asettici grigi,
01:15sterili verdi, lunghi claustrofobici corridoi, monolitici computer da tavolo, sguardi catatonici,
01:22da bambini indifesi. Questo è il mondo di Severance appunto, Scissione, dove con un'epica
01:28da fantascienza sociopolitica si mette in scena la più cruda metafora del mondo del lavoro
01:33contemporaneo. I sconfinati open space assediati da lande nevose di un profondo indeterminato Nord
01:40operano senza sapere cosa e perché. Gruppi di impiegati la cui coscienza è stata scissa. Quando
01:47sono dentro l'ufficio non sanno nulla del loro alter ego esterno e viceversa. Per preservare i
01:53segreti di un lavoro di cui nulla sanno, né l'operatività, né gli scopi, né i risultati,
01:58molto probabilmente. Ma anche se è così, perché i dirigenti e le figure apicali parlano come
02:03sacerdoti di una setta occulta, con citazioni da testi sacri che fanno capo ad una leggendaria
02:08figura, Kier? E perché il protagonista, cui Adam Scott presta con dedizione uno smarrimento
02:16kafkiano, incontra in ufficio una donna che, nella seconda stagione, abbiamo la certezza
02:21essere la moglie che lui, quando è nella vita fuori, sa essere morta? E perché l'affascinante
02:28e ambigua Brit Lauer, figlia di quello che sembra essere il padrone dell'intera corporation, si fa
02:34scegliere anche lei la propria personalità e si confonde con lo staff d'ufficio intrecciando
02:39una relazione con il protagonista e un visibile antagonismo con il personaggio di Patricia Arquette,
02:46la quale, a capo delle risorse al lavoro, sembra dominata allo stesso tempo da una rabbia enigmatica
02:52e da un'adesione dogmatica agli scopi sconosciuti dell'impresa. E cosa mai porteranno a termine i
02:59dipendenti, unendo puntini come in un videogioco sui loro monitor, vicinissimi al compimento di
03:04un progetto che include trepidazione e minacce in tutti coloro che, a dispetto degli impiegati,
03:10sembrano sapere di cosa davvero si tratti. Denuncia del totale asservimento dell'uomo
03:15al lavoro, ma anche forse una reazione all'era del covid che lo ha reso inseparabile dalla vita
03:21domestica, plateana allegoria della scoperta della modernità, l'esistenza dentro di noi di uno
03:26sconosciuto che chiamiamo inconscio, scissione con la sua ossessione per una illuminazione massiccia,
03:33quasi cubricchiana degli interni d'ufficio e la disseminazione di angoli bui negli esterni e
03:39nelle case abitate da bizzarrie ed enigmi in bilico tra l'orrore metafisico e il black humor,
03:45un po' come succede in David Lynch, e certamente una sorta di outing d'autore di un attore noto
03:52soprattutto come interprete comico come Ben Stiller che ha diretto buona parte degli episodi.
03:58La seconda stagione si chiude su un cliffhanger più severo di quanto accadesse nella prima,
04:03ma ormai nulla potrà farci dimenticare o separarci da un mondo così assorto e inquietante,
04:09di personaggi così umbratili, fragili e introversi come i due gay interpretati da
04:15Christopher Walken e John Turturro che si innamorano a loro insaputa nella loro versione
04:20di ufficio o dal segreto di un uomo che scopre una donna che visse due volte senza capire chi
04:26ha urdito un piano così crudele da fargliela reincontrare solo quando non è consapevole di
04:32farlo. Uomini e Dei le meraviglie del museo egizio di Michele Malli e Matteo Moneta documentario su
04:39Sky Arte. E' un luogo davvero meraviglioso il museo egizio di Torino oggetto di un recente restauro
04:48che ha celebrato il suo bicentenario quando aprì nel 1824 subito visirecò Jean-François Champollion
04:55che aveva decifrato la stela di Rosetta e con essa la scrittura geroglifica. Si racconta che
05:01restasse senza parole dinnanzi al papiro dei re, l'unica lista reale d'epoca faraonica scritta a
05:06mano sul papiro giunta fino a noi e ammise che la via per Melfi e Tebe passava per Torino. Molti
05:13sono i tesori conservati nelle sale del museo a partire dai reperti raccolti dal naturalista
05:18Vitaliano Donati inviato in Egitto a metà 700 dall'università di Torino e dai 5.600 pezzi
05:25collezionati da un ex ufficiale napoleonico Bernardino Drovetti e acquistati dai sovrani
05:31sabaudi per una cifra esorbitante. In effetti era stato Napoleone con la sua spedizione del 1798 a
05:38riportare in auge quella cultura e a far scoppiare una sorta di egittomania nel cuore d'Europa.
05:43Questo bel documentario dà spazio alla narrazione del direttore del museo Cristian Greco che con
05:49altri studiosi ci apre lo sguardo sulle più importanti missioni archeologiche nella terra
05:54dei faraoni e anche su altre istituzioni museali e acquista forza comunicativa dalla
05:59partecipazione di Jeremy Irons. Ci vengono così tratteggiati i caratteri principali della cultura
06:04dell'antico Egizio a partire dal terzo millennio avanti Cristo, l'influsso benefico delle acque del
06:09Nilo, gli intrecci e i conflitti nelle storie delle sue divinità, le eccezionali testimonianze
06:15architettoniche, una precorritrice attenzione a stelle e pianeti, il culto e la cura per i
06:19difunti, gli incredibili corredi funerari rinvenuti nelle tombe. Non ci resta che convenire
06:24col protagonista di uno dei film di Woody Allen che addentrandosi tra i reperti del Metropolitan
06:30Museum commenta che pazzi questi egiziani scommettono tutto sull'aldilà. Adolescence
06:36di Jack Thorne e Stephen Graham, quattro episodi su Netflix. Jamie ha 13 anni, all'alba la polizia
06:44rompe in casa mentre è ancora a letto e lo arresta, l'accusa è omicidio. Alla stazione di polizia
06:50inizia l'itere d'identificazione per lievi del sangue e detenzione, un incubo per i suoi genitori
06:55che lo raggiungono alla centrale. Adolescence racconta in quattro episodi, girato ciascuno in
07:01un unico piano sequenza, una storia cruda e realistica di sconcertante attualità, la morte
07:06di una ragazza che nasconde dietro di sé molto di più, la fragilità umana e un mondo virtuale
07:12dove ognuno è nessuno e dove l'apparenza ha la meglio sulla vita e dove un angolo domestico può
07:17trasformarsi in un luogo scuro che connessioni sbagliate proiettano in una dimensione alterata.
07:23E' un allarmante spaccato del difficile ruolo di genitore e dell'inferno della violenza giovanile
07:29fatta di armi, risse e persecuzioni virtuali. La recitazione vede il giovanissimo Owen Cooper,
07:35un veterano come Stephen Graham, Erin Doherty, Ashley Walters, in una fantastica prova attoriale
07:41fatta di immedesimazione, sguardi, dolore e tensione che trasudano ad ogni inquadratura.
07:47Nel complesso è un'ulteriore dimostrazione che la nuova serialità è capace di incrociare scavo
07:52sociologico e sperimentazione linguistica. L'acrobatica messa in scena di Philip Barantini
07:58è un mix di teatro e documentario con esiti innovativi ed effetti sul pubblico non ordinari
08:03perché, come scrive Rebecca O'Neill su Slade, Adolescence infligge uno stato d'animo di sottile
08:09devastazione che è molto difficile scorlarsi di dosso anche molto tempo dopo aver finito di
08:15guardare la serie.
08:39Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org

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