Le porte del carcere di Gazzi si sono spalancate stamattina per Luigi De Domenico il 60enne per il quale mercoledì è diventata definitiva la condanna a 22 anni di reclusione per omicidio volontario, L'uomo non aveva rivelato alla compagna di essere sieropositiva provocandola morte della donna fra atroci sofferenze.
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NovitàTrascrizione
00:00Lo hanno prelevato stamattina nella sua abitazione a bordo di un'auto dei
00:04carabinieri e stato trasferito nel carcere di Gazzi dove in mattinata dopo
00:08aver barcato il pesante cancello dell'istituto sono iniziate le procedure
00:12d'ingresso. A firmare l'ordine di carcerazione il procuratore aggiunto
00:16Vito Di Giorgio, un provvedimento che non ha colto di sorpresa il 60enne Luigi
00:20De Domenico che aspettava da un momento all'altro la visita dei carabinieri
00:24nella sua abitazione dove si trovava già ai domiciliari. L'ultimo atto di una
00:28tragica vicenda che ha avuto il suo epilogo mercoledì pomeriggio quando la
00:32Corte di Cassazione, rigettando il ricorso del legale di De Domenico, ha reso
00:36definitiva la condanna a 22 anni di reclusione inflitta dalla Corte d'Appello
00:41di Messina il 19 marzo dell'anno scorso. L'uomo è stato giudicato responsabile
00:46del reato di omicidio volontario dell'allora compagna, un'avvocata 45enne
00:50di Messina morta nel luglio del 2017 dopo atroci sofferenze e cure sbagliate. Un
00:56destino tragico causato dalla scelta incomprensibile di De Domenico di non
01:01rivelarle di essere sieropositivo, così quando la donna iniziò ad avvertire i
01:06primi sintomi della malattia nessuno, medici compresi, riuscì a capire che
01:11fosse affetta da ADS. Ricoveri e cure errate la portarono presto alla morte
01:17solo grazie alla forza di volontà della sorella della vittima, anche lei avvocata
01:21e dopo un lungo e tortuoso iter giudiziario si è giunti alla condanna
01:25definitiva. Per la famiglia e soprattutto per il figlio della donna
01:28giustizia è fatta, ma come hanno sottolineato i legali di parte civile
01:32Bonni Candido ed Elena Montalbano, nessuno può gioire per la condanna di
01:37un uomo che vedrà ora aprirsi le porte della galera fino al 2041, conteggiando
01:42gli anni già scontati ai domiciliari.