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NovitàTrascrizione
00:00Nei giorni scorsi la loggia aveva annunciato il dimezzamento dell'imposta di soggiorno per
00:04le lunghe permanenze in città, così da agevolare soprattutto coloro che per
00:08lavoro o salute si trattengono per lunghi periodi a Brescia. Ma nella nostra provincia
00:12ad applicare l'imposta non è solo il capoluogo che nell'anno di capitale della cultura ha incassato
00:17più di un milione di euro, bensì un quarto dei comuni e il gettito complessivo si stima
00:22valga circa 20 milioni di euro. Istituita nel 1910 inizialmente solo per le stazioni termali,
00:28climatiche e balneari, nel 1938 l'imposta era stata estesa anche alle località di interesse
00:34turistico per poi essere cancellata nell'89 e ripristinata vent'anni dopo. L'imposta consente
00:39ai municipi turistici, oltre che ai capoluoghi di provincia e alle unioni di comuni, su base
00:44volontaria, di chiedere da 1 a 10 euro a persona per ogni pernottamento in strutture ricettive e
00:49gli introiti per legge devono essere utilizzati per il turismo, la manutenzione, la fruizione e il
00:54recupero dei beni culturali e ambientali e dei relativi servizi. Attualmente nel Bresciano la
00:59applica o prevede di applicarla nei prossimi mesi un quarto dei comuni, 51 sui 205 complessivi e se
01:05ad incassare di più sono i grandi centri turistici come Desenzano, dove l'imposta vale il 7% del
01:11bilancio comunale, di recenti ad introdurla sono stati anche piccoli borghi come Lodrino,
01:16che ha previsto di far pagare un euro per ogni turista in visita. Nei mesi scorsi il Ministero
01:21del Turismo ha ventilato l'ipotesi di estendere la tassa a tutti i municipi italiani su base
01:25volontaria, ma l'idea fin qui non si è concretizzata, le associazioni di categoria dal
01:30canto loro chiedono da tempo la sua sostituzione con una city tax che consentirebbe a tutte le
01:35attività interessate dal turismo, quindi per esempio anche i negozi, di applicarla versando
01:40una piccola percentuale.